Da tempo gli amici della Comunità Redemptor hominis mi avevano chiesto di dare alcune indicazioni riguardanti l’essere e l’agire della Comunità in Camerun, Paraguay e Italia.

Ho svolto principalmente per loro e per coloro che sono in contatto con noi una "lettura" di alcuni dishome Evangelizzare il futurocorsi di Giovanni Paolo II, pronunciati in diverse circostanze. Il risultato di questa lettura costituisce solo una e non la recezione del magistero del Santo Padre. Di certo, anche per gli ambiti affrontati, non si tratta di un lavoro sistematico ed esaustivo nei confronti di un pensiero nel quale più ci si addentra, più se ne percepisce la ricchezza e la profondità. Altre griglie di lettura sono possibili, vanno fatte e richiedono di essere confrontate e integrate tra di loro.

Questo scritto può costituire per alcuni anche un primo approccio al magistero pontificio in merito ai temi trattati. A volte la lettura o l’ascolto di un solo discorso non dà ragione di un pensiero che va sempre considerato nella sua genesi e nel suo sviluppo. Purtroppo molti, e non solo nel mondo cosiddetto "laico", si accostano al magistero della Chiesa solo attraverso l’informazione che di esso danno i grandi mezzi d’informazione. E la recezione che da questi ultimi deriva, diventa per molti, ipso facto, il magistero ufficiale della Chiesa.

Mi sembra anche che vada sottolineato come esista oggi un fenomeno di rimozione e di confinamento dell’insegnamento pontificio che viene il più delle volte sistematicamente ignorato o giudicato secondo criteri ad esso estranei.

Per una piccola e giovane comunità, che si trova ad affrontare situazioni e contesti differenti, è fondamentale il ritrovarsi unita su alcune essenzialità che costituiscono la sua origine e la sua storia. Ecco perché sono importanti la lettura di una fonte comune ed un confronto su di essa.

Un’ultima annotazione: verso la fine di questo secondo millennio constatiamo un fenomeno comune a vari continenti che è caratterizzato da una caduta della razionalità (che non è razionalismo) e dall’affermarsi di un pensiero debole e frammentario. Senza entrare nell’analisi del fenomeno, ci sembra che alla caduta della razionalità, accompagnata dall’inflazione di pseudo-visioni e rivelazioni, si debba rispondere con un rinnovato e appassionato impegno di ricerca, di comprensione, di analisi e di razionalità. Ciò non si oppone a quelle che vengono chiamate "le ragioni del cuore", ma, al contrario, rende realizzabile ed eterno il sogno.

Il battito del cuore, se non vuole restare nostalgico ricordo di una gioventù che finisce, ha bisogno di passare per il filtro della razionalità ed edificarsi sulle salde fondamenta di pietre che reggono alle tempeste del tempo.

Per la nostra fede cattolica la figura di Pietro non costituisce un’opinione tra le altre, o addirittura inferiore a tante altre. Se è vero che la fede rimane sempre una risposta personale non riducibile a nessun’altra istanza, resta altrettanto vero che questa fede, per essere cattolica nel tempo e nello spazio, nella profondità del suo comprendere tutti e tutto, deve essere la stessa fede di Pietro.

È esattamente questa fede, nella nudità e povertà di una croce e di una follia che non sono la saggezza e i miracoli che il mondo spasmodicamente ricerca, a costituire la norma obiettiva e verificabile che contrasta con il supermercato di mistiche soggettive e intimiste, che sfuggono a qualsiasi logica e che oppongono e dividono ciò che in Gesù di Nazareth è unito.

Nel XVI Anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II, questo piccolo testo vuole anche costituire, per me prete doppiamente romano, un atto di amore al mio Vescovo nella cui diocesi nacque la mia fede e la mia vocazione.

Nello stesso atto d’amore ho unito la venerata ed amatissima figura del Vescovo emerito di Hasselt (Belgio), mons. Jozef-Maria Heusschen, che inaspettatamente incontrai sulle strade del mondo e che accogliendoci 20 anni orsono permise che un piccolo e debole seme potesse morire e marcire nel ventre della Madre Chiesa per poter un giorno, quando e come Dio vorrà, dare il suo frutto.

Emilio Grasso

 

 

Emilio Grasso, Evangelizzare il futuro. Giovanni Paolo II ai giovani, ai poveri, ai consacrati, EMI, Bologna 1994, 160 pp.

 

 

INDICE

 

 

Premessa

   7

Fede e intelligenza per una nuova evangelizzazione

Giovanni Paolo II alla Chiesa dell’Emilia-Romagna


  11

Domande e chitarre

I giovani nell’analisi dei discorsi di Giovanni Paolo II in Emilia-Romagna

 
  27

La libertà che rende felici

Giovanni Paolo II ai giovani del continente africano


  41

La vita è la realizzazione di un sogno di gioventù

Il Papa parla ai giovani dell’America Latina


  63
 

"Non cedete di fronte alle difficoltà"

Giovanni Paolo II parla ai campesinos

 
  89

Testimoni visibili di una famiglia nuova

Il Papa ai religiosi in Africa


 105

Opzione per i poveri: missione di presenza e trascendenza

Il Papa ai religiosi dell’America Latina


 123

Identità carismatica e fecondità apostolica

I discorsi di Giovanni Paolo II ai religiosi dell’America Latina


 141