“Avere fede vuol dire, in mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre. Questo voleva insegnare Gesù a Pietro e ai discepoli, e anche a noi oggi”.

 

 

 

“Tutti abbiamo bisogno del Padre che ci tende la mano. Pregarlo, invocarlo, non è illusione; illusione è pensare di farne a meno! La preghiera è l’anima della speranza”.

“Gli uomini e le donne di preghiera portano riflessi sul volto bagliori di luce, perché, anche nei giorni più bui, il sole non smette di illuminarli”.

“Teniamo sempre fisso lo sguardo sul volto splendente di Dio, che contempliamo nel Cristo trasfigurato sul Monte Tabor: Egli è la luce che illumina gli eventi d'ogni giorno”.

“Nelle prossime settimane, vi invito ad affrontare insieme le questioni pressanti che la pandemia ha messo in rilievo, soprattutto le malattie sociali. E lo faremo alla luce del Vangelo, delle virtù teologali e dei principi della dottrina sociale della Chiesa”.

“Cari fratelli sacerdoti, chiediamo al Signore di essere uomini che testimoniano con la loro vita la compassione e la misericordia che solo Gesù può donarci”.

“Guardiamo ai ‘santi della porta accanto’ che, con semplicità, rispondono al male con il bene, hanno il coraggio di amare i nemici e pregare per loro”.

“Con il segno della moltiplicazione dei pani, Gesù vuole educare i suoi amici di ieri e di oggi alla logica di Dio: la logica del farsi carico dell’altro”.

“Sant’Ignazio ci insegni l’umiltà: l’umiltà che ci rende consapevoli che non siamo noi a costruire il Regno di Dio, ma è sempre la grazia del Signore che agisce in noi, fragili vasi d’argilla, ma nei quali c’è un tesoro immenso che portiamo e che comunichiamo”.

“L’amicizia è un regalo della vita e un dono di Dio. Gli amici fedeli che sono al nostro fianco nei momenti difficili sono un riflesso dell’affetto del Signore, della sua consolazione e della sua presenza amorevole”.

“Gli uomini e le donne che pregano sanno che la speranza è più forte dello scoraggiamento. Credono che l’amore è più potente della morte e che di certo un giorno trionferà, anche se in tempi e modi che non conosciamo”.

“Quando qualcuno ci offre un servizio, non dobbiamo pensare che tutto ci sia dovuto. La gratitudine, la riconoscenza, è prima di tutto segno di buona educazione, ma è anche un distintivo del cristiano. È un segno semplice ma genuino del regno di Dio”.

"Il Regno dei Cieli è il contrario delle cose superflue che offre il mondo, è il contrario di una vita banale: esso è un tesoro che rinnova la vita tutti giorni e la dilata verso orizzonti più vasti".

“Il vero pellegrino è capace di andare al passo della persona più lenta. E Gesù è capace di questo. Gesù è il nostro compagno di pellegrinaggio. Non accelera il passo, rispetta la nostra situazione. E’ il Signore della pazienza”.

“Quando l’amore verso i genitori e i figli è animato e purificato dall’amore del Signore, allora diventa pienamente fecondo e produce frutti di bene nella famiglia stessa e molto al di là di essa”.

“Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno”.

“Nella parabola della zizzania del Vangelo di oggi (Mt 13, 24-43) Gesù ci fa conoscere la pazienza di Dio, aprendo il nostro cuore alla speranza”.

“Se stai cercando un senso alla vita ma, non trovandolo, ti stai buttando via con dei ‘surrogati di amore’, come le ricchezze, la carriera, il piacere, qualche dipendenza, lasciati guardare da Gesù e scoprirai di essere da sempre amato”.

“Il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo. La voce di Dio non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace”.

“Madonna del Carmelo, madre nostra, aiutaci ad avere mani innocenti e cuore puro, a non pronunziare menzogna e non parlare a danno del prossimo. Così potremo salire sul monte del Signore e ottenere la sua benedizione, la sua giustizia, la sua salvezza”.

“Il Signore dona a tutti noi una vocazione per farci scoprire i talenti e le capacità che possediamo e perché le mettiamo al servizio degli altri”.

“Nel giorno del giudizio non saremo giudicati per le nostre idee, ma per la compassione che avremo avuto”.

“Preghiamo per chiedere la grazia di saper ascoltare il grido dei poveri: è il grido di speranza della Chiesa”.

“Il Vangelo di oggi (Mt 13, 1-23) ci ricorda che la Parola di Dio è un seme fecondo ed efficace e Dio lo sparge con generosità. Se vogliamo, possiamo diventare terreno buono, dissodato e coltivato con cura, per far maturare il seme della Parola. Farlo fruttificare dipende da noi”.

"San Benedetto, patrono d’Europa, mostri a noi cristiani di oggi come dalla fede sgorga sempre una speranza lieta, capace di cambiare il mondo".

“Dio ci ha affidato i suoi beni più grandi: la nostra vita, quella degli altri, tanti doni diversi per ciascuno. E ci chiama a far fruttare questi talenti con audacia e creatività”.

“La fede è missionaria o non è fede. La fede ti porta sempre ad uscire da te. La fede va trasmessa. Non per convincere, ma per offrire un tesoro. Preghiamo il Signore che ci aiuti a vivere la nostra fede così: una fede a porte aperte, una fede trasparente”.

“Tante volte nella vita siamo davanti a questa scelta: accettare l’invito del Signore o chiudermi nelle mie cose, nelle mie piccolezze? Chiediamo al Signore la grazia di accettare sempre l’invito alla Sua festa che è gratuita”.

“La santità è il frutto della grazia di Dio e della nostra libera risposta ad essa. La santità è dono e chiamata”.

“La fede ci fa camminare con Gesù sulle strade del mondo, nella certezza che la potenza del suo Spirito piegherà le forze del male, sottoponendole al dominio dell’amore di Dio”.

“Nel Vangelo di oggi (Mt 11, 25-30) Gesù loda il Padre, perché ha tenuto nascosti i segreti del suo Regno ‘ai sapienti e ai dotti’ e li ha rivelati ai ‘piccoli’, cioè a quanti sentono il bisogno di Lui e attendono tutto da Lui”.

“In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale. Possono fare la differenza nella lotta al cambiamento climatico, grazie a un forte senso comunitario e all’amore per la propria terra”.

“La gioia del cristiano scaturisce dall’ascolto e dall’accoglienza della Buona Notizia della morte e risurrezione di Gesù. Chi crede in questo annuncio sa che la nostra vita sorge dall’amore di Dio Padre”.

“Preghiamo affinché le famiglie di oggi siano accompagnate con amore, rispetto e consiglio. E in particulare vengano protette dagli Stati”.

“Il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo. La voce di Dio non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace”.

“Oggi ricordiamo i primi martiri della Chiesa di Roma. Essi ci consegnano un’eredità da custodire e imitare: il Vangelo dell’amore e della misericordia. I martiri cristiani di tutti i tempi sono uomini e donne di pace, nonostante le persecuzioni”.

“Nella festa degli Apostoli Pietro e Paolo vorrei condividere con voi due parole-chiave: unità e profezia. Il Signore chiede a ciascuno di noi: ‘Vuoi essere costruttore di unità? Vuoi essere profeta del mio cielo sulla terra?’. Troviamo il coraggio di dirgli: ‘Sì, lo voglio!’”.

“Gesù dice ai suoi discepoli: ‘Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me’ (Mt 10, 38). Non c’è vero amore senza croce, senza un prezzo da pagare di persona. Portata con Gesù, la croce non fa paura, perché Lui è sempre al nostro fianco per sorreggerci”.

“Se stai cercando un senso alla vita ma, non trovandolo, ti stai buttando via con dei ‘surrogati di amore’, come le ricchezze, la carriera, il piacere, qualche dipendenza, lasciati guardare da Gesù e scoprirai di essere da sempre amato”.

“Solo chi guarda col cuore vede bene, perché sa “vedere dentro”: la persona al di là dei suoi sbagli, il fratello oltre le sue fragilità, la speranza nelle difficoltà, Dio in tutto”.

“Ripartiamo dalle innumerevoli testimonianze di amore generoso e gratuito che in questi mesi ci hanno insegnato quanto ci sia bisogno di vicinanza, di cura, di sacrificio per alimentare la fraternità e la convivenza civile. In questo modo, usciremo da questa crisi più forti”.

“La nascita di san Giovanni Battista da genitori già anziani ci insegna che Dio non dipende dalle nostre logiche e dalle nostre limitate capacità umane. Bisogna imparare a fidarsi e a tacere di fronte al mistero di Dio e a contemplare in umiltà e silenzio la sua opera”.

“Dio ci ha creato per la comunione, per la fraternità, ed ora più che mai si è dimostrata illusoria la pretesa di puntare tutto su sé stessi, di porre l’individualismo alla base della società. Ma stiamo attenti! Appena passata l’emergenza, è facile ricadere in questa illusione”.

“La Parola di Dio ci è data come Parola di vita, che trasforma, che rinnova, che non giudica per condannare, ma risana e ha come fine il perdono. Una Parola che è luce ai nostri passi!”.

“Nel Vangelo di questa domenica (Mt 10, 26-33) Gesù ci invita a non avere paura, ad essere forti e fiduciosi di fronte alle sfide della vita, perché, pur attraversando insidie, la nostra vita è saldamente nelle mani di Dio, che ci ama e ci custodisce”.

“Cari medici e infermieri, il mondo ha potuto vedere quanto bene avete fatto in una situazione di grande prova. Anche se esausti, avete continuato a impegnarvi con professionalità e abnegazione. E questo genera speranza. A voi vanno la mia stima e il mio grazie sincero!”.

“Il Signore ci guarda sempre con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. E’ pura misericordia! Andiamo da Gesù!”.

“Il Signore non può entrare nei cuori duri e ideologici. Il Signore entra nei cuori che sono simili al Suo: cuori aperti e compassionevoli”.

“Il Signore spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre”.

“Pregare significa intercedere per il mondo, ricordando che esso, nonostante tutte le sue fragilità, appartiene sempre a Dio”.

“Il nostro principio di unità è lo Spirito Santo. Lui ci ricorda che anzitutto siamo figli amati di Dio: viene a noi, con tutte le nostre diversità e miserie, per dirci che abbiamo un solo Signore, Gesù, e un solo Padre, e che per questo siamo fratelli e sorelle!”.

“Chiediamo la grazia di andare incontro a ciascuno come a un fratello e di non vedere in nessuno un nemico”.

“Dio sa quanto è fragile la nostra memoria, e per noi ha compiuto una cosa inaudita: ci ha lasciato un memoriale. Ci ha lasciato un Pane nel quale c’è Lui, vivo e vero, con tutto il sapore del suo amore”.

"Se attingiamo la misericordia, il perdono e la tenerezza di Dio dal Cuore di Gesù, allora anche il nostro cuore, a poco a poco, diventerà più paziente, più generoso, più misericordioso”.

“Gesù accoglie i peccatori e mangia con loro. È quello che accade a noi, in ogni Messa, in ogni chiesa: Gesù è contento di accoglierci alla sua mensa, dove offre sé stesso per noi”.

“Nei momenti oscuri, di peccato, di disorientamento, c’è sempre un appuntamento con Dio. Ma proprio allora non dobbiamo temere, perché Dio ci cambierà il cuore e ci darà la benedizione riservata a chi si è lasciato cambiare da Lui”.


“Per uscire dalla spirale della violenza ci sono due risposte cristiane: la preghiera e il dono di sé”.

“Le Beatitudini ci insegnano che Dio, per donarsi a noi, spesso sceglie percorsi impensabili, quelli dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte”.

“La festa della Santissima Trinità ci invita a lasciarci affascinare dalla bellezza di Dio; bellezza, bontà e verità inesauribile. Ma anche umile, vicina, che si è fatta carne per entrare nella nostra storia, perché ogni uomo e donna possa incontrarla e avere la vita eterna”.

“Lo Spirito Santo ci ama e conosce il posto di ognuno nel tutto: per Lui non siamo coriandoli portati dal vento, ma tessere insostituibili del suo mosaico”.

“Tutto è in relazione: la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri”.

“È importante mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona, in ogni parte del mondo, di ricevere le cure sanitarie”.

“Impariamo da Abramo a pregare con fede: ascoltare, camminare, dialogare fino a discutere, ma sempre disposti ad accogliere la parola di Dio e a metterla in pratica”.

“Abbiamo tanto bisogno della luce e della forza dello Spirito Santo! Ne ha bisogno la Chiesa, per camminare concorde e coraggiosa testimoniando il Vangelo. E ne ha bisogno l’intera famiglia umana, per uscire da questa crisi più unita e non più divisa”.

“Una Chiesa che è madre cammina sulla strada della tenerezza e della compassione. Chi è figlio della Chiesa è una persona mite, tenera, sorridente, piena di amore”.

“La missione è risposta, libera e consapevole, alla chiamata di Dio. Ma questa chiamata possiamo percepirla solo quando viviamo un rapporto personale di amore con Gesù vivo nella sua Chiesa”.

“Abbiamo bisogno che lo Spirito Santo ci dia occhi nuovi, apra la nostra mente e il nostro cuore per affrontare il momento presente e il futuro con la lezione appresa: siamo una sola umanità. Nessuno si salva da solo. Nessuno”.

"Lo Spirito Santo ci fa spiccare il volo, ci dischiude il destino meraviglioso per il quale siamo nati, ci nutre di speranza viva. Chiediamogli di venire in noi, e si farà vicino”.

“Lo Spirito Santo, quando Lo invitiamo nelle nostre ferite, unge i brutti ricordi col balsamo della speranza, perché lo Spirito è il ricostruttore della speranza”.

“La preghiera ci libera dagli istinti di violenza ed è uno sguardo rivolto a Dio, perché torni Lui a prendersi cura del cuore dell’uomo”.

“Lo Spirito Santo ci trasforma in Chiesa-grembo di misericordia, cioè in una ‘madre dal cuore aperto’ per tutti”.

“Gesù ha preso su di sé la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo, perché lì dove è Lui fossimo anche noi”.

“La festa dell’Ascensione ci dice che Gesù è salito al Cielo per dimorare glorioso alla destra del Padre e, nello stesso tempo, è ancora e sempre tra noi: da qui derivano la nostra forza, la nostra perseveranza e la nostra gioia”.

“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione. Gesù ci ha ricordato che abbiamo Dio come nostro Padre comune e che questo ci rende fratelli”.

“La gioia di annunciare il Vangelo brilla sempre sullo sfondo di una memoria grata. Il mettersi ‘in stato di missione’ è un riflesso della gratitudine. È la risposta di chi dalla gratitudine viene reso docile allo Spirito, e quindi è libero”.

“Ricevere la gioia dello Spirito è una grazia. Ed è l’unica forza che possiamo avere per predicare il Vangelo, per confessare la fede nel Signore. La fede è testimoniare la gioia che ci dona il Signore. Una gioia così, uno non se la può dare da solo”.

“La persona umana tanto più cresce, matura e si santifica quanto più entra in relazione, quando esce da sé stessa per vivere in comunione con Dio, con gli altri e con tutte le creature”.

“Quando ci si rende conto del riflesso di Dio in tutto ciò che esiste, il cuore sperimenta il desiderio di adorare il Signore per tutte le sue creature e insieme ad esse”.

“Oggi ricordiamo la grande fede e l’esempio di San Giovanni Paolo II; sentiamo riecheggiare il suo appello a spalancare le porte a Cristo, a non avere paura. Camminiamo lieti lungo i sentieri del mondo, seguendo le orme dei giganti che ci hanno preceduto: non siamo mai soli!”.

“Oggi viviamo in una società con un senso di orfanezza che tocca proprio l’appartenenza e la fraternità, perché manca il Padre. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di ritrovare il Padre, il Padre che dà senso a tutta la vita e fa che gli uomini siano una famiglia”.

“Cosa è lo spirito del mondo, del quale parla Gesù? E’ un modo di vivere, una cultura dell’effimero che non conosce la fedeltà. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di discernere cosa è mondanità e cosa è Vangelo”.

“La perfezione della strada per seguire Gesù non è la rigidità, che porta al turbamento, ma lo spirito della libertà evangelica che porta alla gioia”.

“Che Dio abbia pietà di noi e fermi questa tragedia, questa pandemia e anche le altre pandemie: quella della fame, quella della guerra, quella dei bambini senza educazione. E questo lo chiediamo come fratelli, tutti insieme”.

“La preghiera appartiene a tutti: agli uomini di ogni religione, e probabilmente anche a quelli che non ne professano alcuna. La preghiera nasce nel segreto di noi stessi, in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano ‘cuore’”.

“La pace che ti da il mondo ti isola dagli altri, è un benessere che ti fa anestetizzare. E’ provvisoria e sterile. La pace del Signore è definitiva, feconda e contagiosa. Ti fa andare dagli altri, crea comunità, è piena di speranza, perché guarda al Cielo”.

“Cosa fa lo Spirito Santo in noi? Ci ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, ci insegna a comprenderlo sempre di più, a crescere nella comprensione della fede; ci accompagna e sostiene nel discernimento, ci illumina nelle piccole e grandi decisioni della vita”.

“Per pregare ci vuole coraggio. Pregare è andare con Gesù al Padre che ti darà tutto. La Chiesa va avanti con questo coraggio della preghiera, perché lo Spirito Santo ci insegna che noi facciamo un pochettino, ma è Dio che ‘fa le cose’ nella Chiesa”.

“La Chiesa va avanti tra le consolazioni di Dio e le persecuzioni del mondo. Lo Spirito Santo fa l’armonia della Chiesa. Lo spirito cattivo distrugge. Stiamo attenti a non mettere la fiducia nei poteri temporali, ma in Gesù Cristo e nello Spirito Santo”.

“Come consola il Signore? Con la vicinanza: parla poco, ma è vicino. Con la verità: non dice cose formali, non inganna. Con la speranza: ‘Non sia turbato il vostro cuore’. La consolazione del Signore è vicina, veritiera e ci apre le porte della speranza”.

“Essere cristiani è appartenere a un popolo scelto da Dio gratuitamente, avere memoria di coloro che ci hanno preceduto nel cammino della salvezza. Chiediamo al Signore la coscienza di appartenere al popolo di Dio che nella sua totalità ha il fiuto della fede”.

“La preghiera è il respiro della fede, è come un grido che esce dal cuore di chi crede e si affida a Dio. La fede è avere due mani alzate, una voce che grida per implorare il dono della salvezza”.

“Ci sono degli atteggiamenti che non ci lasciano andare avanti nella conoscenza del Signore: le ricchezze, l’accidia, la rigidità, il clericalismo, la mondanità… Manca la libertà e non si può seguire Gesù senza la libertà”.

“Ci sono delle idee che causano divisione, al punto che è più importante l’idea dello Spirito Santo che ci guida. Il Signore ci liberi dalle divisioni e ci aiuti a comprendere questo mistero grande di Gesù che è il pastore di tutti e in lui siamo tutti fratelli”.

“La domenica del Buon Pastore è una domenica bella, è una domenica di pace, di mitezza, di tenerezza, perché il nostro Pastore si prende cura di noi. ‘Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla’ (Sal 22)”.

“La crisi è un momento di scelta. Questa pandemia è un momento di crisi sociale. Come reagire? Con la perseveranza, il silenzio, con fedeltà a Dio, alle decisioni prese prima. Il momento di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti”.

“La parola ‘lavoro’ è quella che la Bibbia usa per descrivere l’attività creatrice di Dio: ‘Dio portò a compimento il lavoro che aveva fatto’ (Gen 2, 2). Dio consegna questa attività all’uomo: il lavoro è la vocazione dell’uomo”.

“Il cristianesimo non è solo una dottrina, un modo di comportarsi, una cultura. Sì, è anche tutto questo, ma il nocciolo del cristianesimo è un incontro: è l’incontro con Gesù. Una persona è cristiana perché ha incontrato Gesù Cristo, si è lasciata incontrare da Lui”.

“La Pasqua ci porta questo messaggio: il messaggio di rinascere. Possiamo rinascere con la stessa forza che ha fatto risorgere il Signore: con la forza di Dio”.