“Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore... Permettete quindi a Cristo di parlare all’uomo. Solo Lui ha parole di vita, di vita eterna”.

 

 

 

“Chi non vive la gratuità fraterna fa della propria esistenza un commercio affannoso, sempre misurando quello che dà e quello che riceve in cambio. Dio, invece, dà gratis, fino al punto che ‘fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni’”.

“San Giovanni Paolo II, appassionato per la vita e affascinato per il mistero di Dio, del mondo e dell’uomo, è stato un dono straordinario del Signore alla Chiesa. Ricordiamo la sua fede: che ci sia di esempio per vivere la nostra testimonianza oggi”.

“La preghiera è il centro della vita. Se c’è la preghiera, anche il fratello, la sorella, diventa importante. Chi adora Dio, ama i suoi figli. Chi rispetta Dio, rispetta gli esseri umani”.

“Il ‘vangelo’ del salva te stesso non è il Vangelo della salvezza. È il vangelo apocrifo più falso, che mette le croci addosso agli altri. Il Vangelo vero, invece, si carica delle croci degli altri”.

“Vi invito ancora a prendere in mano il Rosario e ad alzare lo sguardo verso la Madonna, segno di consolazione e di sicura speranza, come fanno oggi in tutto il mondo un milione di bambini che pregano per l’unità e la pace”.

“L’appartenenza a Cristo, e lo stile di vita che ne scaturisce, non isolano il credente dal mondo, anzi, lo rendono protagonista di un servizio d’amore in favore del bene comune”.

“Abbiamo bisogno di far crescere la consapevolezza che oggi o ci salviamo tutti o nessuno si salva: la povertà, il degrado, le sofferenze di una zona della terra sono terreno di coltura di problemi che alla fine toccheranno tutto il pianeta”.

“Nell’educazione abita il seme della speranza: una speranza di pace e di giustizia; una speranza di bellezza, di bontà; una speranza di armonia sociale”.

“Ricordiamo oggi Santa Teresa di Gesù, maestra di preghiera. Lei ci insegna che la preghiera è espressione dell’amicizia con Colui che sempre ci ama. Con Dio nulla ci può turbare né spaventare, perché ‘solo Dio basta’”.

“Nella preghiera mettiamo le nostre preoccupazioni e le nostre richieste nelle mani di Dio, e confidiamo che ascolti, poiché Lui conosce ciò di cui abbiamo bisogno e ci darà ciò che è bene per noi”.

“La tenerezza è l’amore che si fa vicino e concreto. È un movimento che parte dal cuore e arriva agli occhi, alle orecchie, alle mani. La tenerezza è la strada che hanno percorso gli uomini e le donne più coraggiosi e forti”.

“La testimonianza del beato Carlo Acutis indica ai giovani di oggi che la vera felicità si trova mettendo Dio al primo posto e servendoLo nei fratelli, specialmente gli ultimi”.

“Non basta accettare l’invito a seguire il Signore, occorre essere disponibili a un cammino di conversione, che cambia il cuore. L’abito della misericordia, che Dio ci offre incessantemente, è un dono gratuito del suo amore, è grazia”.

“Ogni essere umano ha diritto a vivere con dignità e a svilupparsi integralmente, anche se è nato o cresciuto con delle limitazioni; la sua immensa dignità come persona umana infatti non si fonda sulle circostanze ma sul valore del suo essere”.

“L’amore all’altro per quello che è ci spinge a cercare il meglio per la sua vita. Solo coltivando questo modo di relazionarci renderemo possibile l’amicizia sociale che non esclude nessuno e la fraternità aperta a tutti”.

“La via della fraternità, locale e universale, la possono percorrere soltanto spiriti liberi e disposti a incontri reali”.

“Il cammino di fraternità ha anche una Madre, di nome Maria. Con la potenza del Risorto, vuole partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato delle nostre società, dove risplendano la giustizia e la pace”.

“Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!”.

“Vivere indifferenti davanti al dolore non è una scelta possibile; non possiamo lasciare che qualcuno rimanga ‘ai margini della vita’. Questo ci deve indignare, fino a farci scendere dalla nostra serenità per sconvolgerci con la sofferenza umana. Questo è dignità”.

“Prendersi cura del mondo che ci circonda e ci sostiene significa prendersi cura di noi stessi. Ma abbiamo bisogno di costituirci in un ‘noi’ che abita la Casa comune”.

“Lo sforzo per costruire una società più giusta implica una capacità di fraternità, uno spirito di comunione umana”.

“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare”.

“Santa Teresa di Lisieux ci invita alla pratica della piccola via dell’amore, a non perdere l’opportunità di un sorriso, di qualsiasi piccolo gesto che semini pace e amicizia”.

“Un affetto per la Sacra Scrittura, un amore vivo e soave per la Parola di Dio scritta è l’eredità che San Girolamo ha lasciato alla Chiesa attraverso la sua vita e le sue opere”.

“San Michele, aiutaci nella lotta, in cui si combatte per la salvezza. San Gabriele, portaci la buona notizia che Gesù ci ha salvato, e dacci speranza. San Raffaele, prendici per mano e aiutaci nel cammino della nostra piena guarigione”.

“Dio Onnipotente, che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature, riversa in noi la forza del tuo amore affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza”.

“Il Vangelo di oggi chiama in causa il modo di vivere la vita cristiana, che non è fatta di sogni o di belle aspirazioni, ma di impegni concreti, per aprirci sempre più alla volontà di Dio e all’amore verso i fratelli”.

“Chiediamo al Signore il dono della pace, un mondo senza armi di distruzione di massa! Impegniamoci a liberare l’umanità dalle armi nucleari, grave minaccia al genere umano”.

“I talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio”.

“La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio, non solo perché Dio ci ha affidato il mondo, bensì perché la vita umana stessa è un dono che deve essere protetto”.

“Il cammino di solidarietà ha bisogno della sussidiarietà: non c’è vera solidarietà senza partecipazione sociale, senza il contributo delle famiglie, delle associazioni, delle cooperative, delle piccole imprese, della società civile”.

“La vita umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra”.

“Dobbiamo perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio. Il desiderio di pace è profondamente inscritto nel cuore dell’uomo e non dobbiamo rassegnarci a nulla che sia meno di questo”.

“Chi ragiona con la logica umana, cioè quella dei meriti acquistati con la propria bravura, da primo si trova ultimo. Invece, chi si affida con umiltà alla misericordia del Padre, da ultimo si trova primo”.

“Siamo chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza”.

“Ognuno è importante agli occhi di Dio, ognuno può trasformare un po’ di mondo inquinato dalla voracità umana nella realtà buona voluta dal Creatore”.

“Oggi, la natura che ci circonda non viene più ammirata, ma 'divorata'. Bisogna tornare a contemplare; per non distrarci in mille cose inutili, occorre ritrovare il silenzio; perché il cuore non diventi infermo, serve fermarsi”.

“Contemplare e prendersi cura: ecco due atteggiamenti che mostrano la via per correggere e riequilibrare il nostro rapporto di esseri umani con il creato”.

“La Vergine Addolorata, che pianse con il cuore trafitto la morte di Gesù, ora ha compassione della sofferenza dei poveri crocifissi e delle creature di questo mondo sterminate dal potere umano”.

“La rivelazione dell’amore di Dio per noi sembra una pazzia. Ogni volta che guardiamo il Crocifisso troviamo questo amore. Il Crocifisso è il grande libro dell’amore di Dio”.

“Quanta sofferenza, quante lacerazioni, quante guerre potrebbero essere evitate, se il perdono e la misericordia fossero lo stile della nostra vita!”.

“La natura è piena di parole d’amore, ma come potremo ascoltarle in mezzo al rumore costante, alla distrazione permanente e ansiosa?”.

“Per il credente, il mondo non si contempla dal di fuori ma dal di dentro, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri”.

“Oggi, nel dramma della pandemia, di fronte a tante certezze che si sgretolano, di fronte a tante aspettative tradite, nel senso di abbandono che ci stringe il cuore, Gesù dice a ciascuno: ‘Coraggio: apri il cuore al mio amore. Sentirai la consolazione di Dio, che ti sostiene’”.

“Il bene comune richiede la partecipazione di tutti. Se ognuno ci mette del suo, e se nessuno viene lasciato fuori, potremo rigenerare relazioni buone a livello comunitario, nazionale, internazionale e anche in armonia con l’ambiente”.

“Maria, la madre che ebbe cura di Gesù, si prende cura con affetto e dolore materno anche di questo mondo ferito”.

“Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode”.

“Alle volte occorre un amore più grande per recuperare il fratello. Nel Vangelo di oggi Gesù ci invita a rimettere il fratello nelle mani di Dio: solo il Padre potrà mostrare un amore più grande di quello di tutti i fratelli messi insieme”.

“Madre Teresa, instancabile operatrice di carità, prega per noi, perché il nostro criterio di azione sia sempre l’amore gratuito, riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione”.

“Durante questo Tempo del Creato, ascoltiamo il battito della creazione. Essa è stata data alla luce per manifestare e comunicare la gloria di Dio, per aiutarci a trovare nella sua bellezza il Signore di tutte le cose e ritornare a Lui”.

“Oggi la voce del creato ci esorta, allarmata, a ritornare al giusto posto nell’ordine naturale, a ricordare che siamo parte, non padroni, della rete interconnessa della vita”.

“Come famiglia umana abbiamo l’origine comune in Dio; abitiamo in una casa comune, il pianeta-giardino in cui Dio ci ha posto. Ma quando dimentichiamo tutto questo, si indebolisce il tessuto sociale e si deteriora l’ambiente”.

“Come famiglia umana abbiamo l’origine comune in Dio; abitiamo in una casa comune, il pianeta-giardino in cui Dio ci ha posto. Ma quando dimentichiamo tutto questo, si indebolisce il tessuto sociale e si deteriora l’ambiente”.

“Oggi ricorre la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Da questa data, fino al 4 ottobre, celebreremo con i nostri fratelli cristiani di varie Chiese e tradizioni il Giubileo della Terra”.

“Seguo con preoccupazione le tensioni nella zona del Mediterraneo orientale e faccio appello al dialogo costruttivo e al rispetto della legalità internazionale per risolvere i conflitti che minacciano la pace dei popoli di quella regione”.

“Per Pietro e gli altri discepoli – ma anche per noi! – la croce è uno ‘scandalo’, mentre Gesù considera ‘scandalo’ il fuggire dalla croce, che vorrebbe dire sottrarsi alla volontà del Padre, alla missione che Lui gli ha affidato per la nostra salvezza”.

“Mettere il Mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, della violenza, dei soprusi contro la vita, dei disastri ambientali, della povertà”.

“Fidatevi del Signore e sforzatevi di entrare nei suoi disegni, accettando che la sua salvezza possa giungere a noi per vie diverse da quelle che ci aspetteremmo”.

“Nel nostro cuore dobbiamo sempre avere una ‘santa inquietudine’ nella ricerca del vero bene che è Dio. Aiutiamo gli altri a sentire la sete di Dio. È Lui che dona pace e felicità al nostro cuore”.

“Se ci prendiamo cura dei beni che il Creatore ci dona, se mettiamo in comune ciò che possediamo in modo che a nessuno manchi, allora davvero potremo ispirare speranza per rigenerare un mondo più sano e più equo”.

“La radice di ogni sbaglio spirituale è credersi giusti. Ritenersi giusti è lasciare Dio, l’unico giusto, fuori di casa”.

“Pregare è lasciarsi guardare dentro da Dio senza finzioni, senza scuse, senza giustificazioni; perché dal diavolo vengono opacità e falsità, da Dio luce e verità”.

“Nel Vangelo di oggi, sentiamo rivolta a ciascuno di noi la domanda di Gesù: ‘E voi, chi dite che io sia?’. Si tratta di dare una risposta non teorica, ma che coinvolge la fede, cioè la vita, perché la fede è vita!”.

“Dio non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente. Chiedo a tutti di cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco”.

“Tra tante cose che passano, il Signore vuole ricordarci quella che rimarrà per sempre: l’amore, perché ‘Dio è amore’”.

“Lo Spirito Santo ci faccia crescere costantemente nella conoscenza di Dio in modo che possiamo diffondere il suo amore e la sua verità nel mondo”.

“La risposta alla pandemia è duplice: dobbiamo trovare la cura per un virus piccolo, che mette in ginocchio il mondo intero, e dobbiamo curare un grande virus, quello dell’ingiustizia sociale”.

“La ricchezza può spingere a erigere muri. Gesù, al contrario, invita i suoi discepoli a trasformare beni e ricchezze in relazioni, perché le persone valgono più delle cose e contano più delle ricchezze possedute”.

“Nella vita, porta frutto non chi ha tante ricchezze, ma chi crea e mantiene vive tante amicizie attraverso le diverse ‘ricchezze’, cioè i diversi doni di cui Dio l’ha dotato”.

“Se ci presentiamo al Signore nella nostra povertà, con un’esistenza segnata da lacrime e fatiche ma con la fiducia tenace della donna cananea, allora il Signore non potrà non accogliere con occhi e cuore paterni la nostra preghiera”.

“Con Dio nulla andrà perduto! In Maria la meta è raggiunta e noi abbiamo davanti agli occhi il motivo per cui camminiamo: non per conquistare le cose di quaggiù, che svaniscono, ma la patria di lassù, che è per sempre”.

“La speranza ha bisogno di pazienza. La pazienza di sapere che noi seminiamo, ma è Dio a dare la crescita”.

“Dio si attende che quando preghiamo ci ricordiamo anche di chi non la pensa come noi, di chi ci ha chiuso la porta in faccia, di chi fatichiamo a perdonare. Solo la preghiera scioglie le catene, solo la preghiera spiana la via all’unità”.

“Il coronavirus non è l’unica malattia da combattere, ma la pandemia ha portato alla luce patologie sociali più ampie. Una di queste è la visione distorta della persona, uno sguardo che ignora la sua dignità e il suo carattere relazionale”.

“Dio non ci sceglie a motivo della nostra ‘bravura’, ma proprio perché siamo e ci sentiamo piccoli”.

“Siamo nati con un seme di inquietudine; inquietudine di trovare la pienezza. Il nostro cuore, anche senza saperlo, ha sete dell’incontro con Dio e lo cerca, tante volte per le strade sbagliate. Quando la nostra inquietudine incontra Gesù, comincia la vita della grazia”.

“Avere fede vuol dire, in mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre. Questo voleva insegnare Gesù a Pietro e ai discepoli, e anche a noi oggi”.

“Tutti abbiamo bisogno del Padre che ci tende la mano. Pregarlo, invocarlo, non è illusione; illusione è pensare di farne a meno! La preghiera è l’anima della speranza”.

“Gli uomini e le donne di preghiera portano riflessi sul volto bagliori di luce, perché, anche nei giorni più bui, il sole non smette di illuminarli”.

“Teniamo sempre fisso lo sguardo sul volto splendente di Dio, che contempliamo nel Cristo trasfigurato sul Monte Tabor: Egli è la luce che illumina gli eventi d'ogni giorno”.

“Nelle prossime settimane, vi invito ad affrontare insieme le questioni pressanti che la pandemia ha messo in rilievo, soprattutto le malattie sociali. E lo faremo alla luce del Vangelo, delle virtù teologali e dei principi della dottrina sociale della Chiesa”.

“Cari fratelli sacerdoti, chiediamo al Signore di essere uomini che testimoniano con la loro vita la compassione e la misericordia che solo Gesù può donarci”.

“Guardiamo ai ‘santi della porta accanto’ che, con semplicità, rispondono al male con il bene, hanno il coraggio di amare i nemici e pregare per loro”.

“Con il segno della moltiplicazione dei pani, Gesù vuole educare i suoi amici di ieri e di oggi alla logica di Dio: la logica del farsi carico dell’altro”.

“Sant’Ignazio ci insegni l’umiltà: l’umiltà che ci rende consapevoli che non siamo noi a costruire il Regno di Dio, ma è sempre la grazia del Signore che agisce in noi, fragili vasi d’argilla, ma nei quali c’è un tesoro immenso che portiamo e che comunichiamo”.

“L’amicizia è un regalo della vita e un dono di Dio. Gli amici fedeli che sono al nostro fianco nei momenti difficili sono un riflesso dell’affetto del Signore, della sua consolazione e della sua presenza amorevole”.

“Gli uomini e le donne che pregano sanno che la speranza è più forte dello scoraggiamento. Credono che l’amore è più potente della morte e che di certo un giorno trionferà, anche se in tempi e modi che non conosciamo”.

“Quando qualcuno ci offre un servizio, non dobbiamo pensare che tutto ci sia dovuto. La gratitudine, la riconoscenza, è prima di tutto segno di buona educazione, ma è anche un distintivo del cristiano. È un segno semplice ma genuino del regno di Dio”.

"Il Regno dei Cieli è il contrario delle cose superflue che offre il mondo, è il contrario di una vita banale: esso è un tesoro che rinnova la vita tutti giorni e la dilata verso orizzonti più vasti".

“Il vero pellegrino è capace di andare al passo della persona più lenta. E Gesù è capace di questo. Gesù è il nostro compagno di pellegrinaggio. Non accelera il passo, rispetta la nostra situazione. E’ il Signore della pazienza”.

“Quando l’amore verso i genitori e i figli è animato e purificato dall’amore del Signore, allora diventa pienamente fecondo e produce frutti di bene nella famiglia stessa e molto al di là di essa”.

“Le Beatitudini non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno”.

“Nella parabola della zizzania del Vangelo di oggi (Mt 13, 24-43) Gesù ci fa conoscere la pazienza di Dio, aprendo il nostro cuore alla speranza”.

“Se stai cercando un senso alla vita ma, non trovandolo, ti stai buttando via con dei ‘surrogati di amore’, come le ricchezze, la carriera, il piacere, qualche dipendenza, lasciati guardare da Gesù e scoprirai di essere da sempre amato”.

“Il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo. La voce di Dio non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace”.

“Madonna del Carmelo, madre nostra, aiutaci ad avere mani innocenti e cuore puro, a non pronunziare menzogna e non parlare a danno del prossimo. Così potremo salire sul monte del Signore e ottenere la sua benedizione, la sua giustizia, la sua salvezza”.

“Il Signore dona a tutti noi una vocazione per farci scoprire i talenti e le capacità che possediamo e perché le mettiamo al servizio degli altri”.

“Nel giorno del giudizio non saremo giudicati per le nostre idee, ma per la compassione che avremo avuto”.

“Preghiamo per chiedere la grazia di saper ascoltare il grido dei poveri: è il grido di speranza della Chiesa”.

“Il Vangelo di oggi (Mt 13, 1-23) ci ricorda che la Parola di Dio è un seme fecondo ed efficace e Dio lo sparge con generosità. Se vogliamo, possiamo diventare terreno buono, dissodato e coltivato con cura, per far maturare il seme della Parola. Farlo fruttificare dipende da noi”.

"San Benedetto, patrono d’Europa, mostri a noi cristiani di oggi come dalla fede sgorga sempre una speranza lieta, capace di cambiare il mondo".

“Dio ci ha affidato i suoi beni più grandi: la nostra vita, quella degli altri, tanti doni diversi per ciascuno. E ci chiama a far fruttare questi talenti con audacia e creatività”.

“La fede è missionaria o non è fede. La fede ti porta sempre ad uscire da te. La fede va trasmessa. Non per convincere, ma per offrire un tesoro. Preghiamo il Signore che ci aiuti a vivere la nostra fede così: una fede a porte aperte, una fede trasparente”.

“Tante volte nella vita siamo davanti a questa scelta: accettare l’invito del Signore o chiudermi nelle mie cose, nelle mie piccolezze? Chiediamo al Signore la grazia di accettare sempre l’invito alla Sua festa che è gratuita”.

“La santità è il frutto della grazia di Dio e della nostra libera risposta ad essa. La santità è dono e chiamata”.

“La fede ci fa camminare con Gesù sulle strade del mondo, nella certezza che la potenza del suo Spirito piegherà le forze del male, sottoponendole al dominio dell’amore di Dio”.

“Nel Vangelo di oggi (Mt 11, 25-30) Gesù loda il Padre, perché ha tenuto nascosti i segreti del suo Regno ‘ai sapienti e ai dotti’ e li ha rivelati ai ‘piccoli’, cioè a quanti sentono il bisogno di Lui e attendono tutto da Lui”.

“In alcuni luoghi, si stanno sviluppando cooperative per lo sfruttamento delle energie rinnovabili che consentono l’autosufficienza locale. Possono fare la differenza nella lotta al cambiamento climatico, grazie a un forte senso comunitario e all’amore per la propria terra”.

“La gioia del cristiano scaturisce dall’ascolto e dall’accoglienza della Buona Notizia della morte e risurrezione di Gesù. Chi crede in questo annuncio sa che la nostra vita sorge dall’amore di Dio Padre”.

“Preghiamo affinché le famiglie di oggi siano accompagnate con amore, rispetto e consiglio. E in particulare vengano protette dagli Stati”.

“Il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo. La voce di Dio non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace”.

“Oggi ricordiamo i primi martiri della Chiesa di Roma. Essi ci consegnano un’eredità da custodire e imitare: il Vangelo dell’amore e della misericordia. I martiri cristiani di tutti i tempi sono uomini e donne di pace, nonostante le persecuzioni”.

“Nella festa degli Apostoli Pietro e Paolo vorrei condividere con voi due parole-chiave: unità e profezia. Il Signore chiede a ciascuno di noi: ‘Vuoi essere costruttore di unità? Vuoi essere profeta del mio cielo sulla terra?’. Troviamo il coraggio di dirgli: ‘Sì, lo voglio!’”.

“Gesù dice ai suoi discepoli: ‘Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me’ (Mt 10, 38). Non c’è vero amore senza croce, senza un prezzo da pagare di persona. Portata con Gesù, la croce non fa paura, perché Lui è sempre al nostro fianco per sorreggerci”.

“Se stai cercando un senso alla vita ma, non trovandolo, ti stai buttando via con dei ‘surrogati di amore’, come le ricchezze, la carriera, il piacere, qualche dipendenza, lasciati guardare da Gesù e scoprirai di essere da sempre amato”.

“Solo chi guarda col cuore vede bene, perché sa “vedere dentro”: la persona al di là dei suoi sbagli, il fratello oltre le sue fragilità, la speranza nelle difficoltà, Dio in tutto”.

“Ripartiamo dalle innumerevoli testimonianze di amore generoso e gratuito che in questi mesi ci hanno insegnato quanto ci sia bisogno di vicinanza, di cura, di sacrificio per alimentare la fraternità e la convivenza civile. In questo modo, usciremo da questa crisi più forti”.

“La nascita di san Giovanni Battista da genitori già anziani ci insegna che Dio non dipende dalle nostre logiche e dalle nostre limitate capacità umane. Bisogna imparare a fidarsi e a tacere di fronte al mistero di Dio e a contemplare in umiltà e silenzio la sua opera”.

“Dio ci ha creato per la comunione, per la fraternità, ed ora più che mai si è dimostrata illusoria la pretesa di puntare tutto su sé stessi, di porre l’individualismo alla base della società. Ma stiamo attenti! Appena passata l’emergenza, è facile ricadere in questa illusione”.

“La Parola di Dio ci è data come Parola di vita, che trasforma, che rinnova, che non giudica per condannare, ma risana e ha come fine il perdono. Una Parola che è luce ai nostri passi!”.

“Nel Vangelo di questa domenica (Mt 10, 26-33) Gesù ci invita a non avere paura, ad essere forti e fiduciosi di fronte alle sfide della vita, perché, pur attraversando insidie, la nostra vita è saldamente nelle mani di Dio, che ci ama e ci custodisce”.

“Cari medici e infermieri, il mondo ha potuto vedere quanto bene avete fatto in una situazione di grande prova. Anche se esausti, avete continuato a impegnarvi con professionalità e abnegazione. E questo genera speranza. A voi vanno la mia stima e il mio grazie sincero!”.

“Il Signore ci guarda sempre con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. E’ pura misericordia! Andiamo da Gesù!”.

“Il Signore non può entrare nei cuori duri e ideologici. Il Signore entra nei cuori che sono simili al Suo: cuori aperti e compassionevoli”.

“Il Signore spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre”.

“Pregare significa intercedere per il mondo, ricordando che esso, nonostante tutte le sue fragilità, appartiene sempre a Dio”.

“Il nostro principio di unità è lo Spirito Santo. Lui ci ricorda che anzitutto siamo figli amati di Dio: viene a noi, con tutte le nostre diversità e miserie, per dirci che abbiamo un solo Signore, Gesù, e un solo Padre, e che per questo siamo fratelli e sorelle!”.

“Chiediamo la grazia di andare incontro a ciascuno come a un fratello e di non vedere in nessuno un nemico”.

“Dio sa quanto è fragile la nostra memoria, e per noi ha compiuto una cosa inaudita: ci ha lasciato un memoriale. Ci ha lasciato un Pane nel quale c’è Lui, vivo e vero, con tutto il sapore del suo amore”.

"Se attingiamo la misericordia, il perdono e la tenerezza di Dio dal Cuore di Gesù, allora anche il nostro cuore, a poco a poco, diventerà più paziente, più generoso, più misericordioso”.

“Gesù accoglie i peccatori e mangia con loro. È quello che accade a noi, in ogni Messa, in ogni chiesa: Gesù è contento di accoglierci alla sua mensa, dove offre sé stesso per noi”.

“Nei momenti oscuri, di peccato, di disorientamento, c’è sempre un appuntamento con Dio. Ma proprio allora non dobbiamo temere, perché Dio ci cambierà il cuore e ci darà la benedizione riservata a chi si è lasciato cambiare da Lui”.


“Per uscire dalla spirale della violenza ci sono due risposte cristiane: la preghiera e il dono di sé”.

“Le Beatitudini ci insegnano che Dio, per donarsi a noi, spesso sceglie percorsi impensabili, quelli dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte”.

“La festa della Santissima Trinità ci invita a lasciarci affascinare dalla bellezza di Dio; bellezza, bontà e verità inesauribile. Ma anche umile, vicina, che si è fatta carne per entrare nella nostra storia, perché ogni uomo e donna possa incontrarla e avere la vita eterna”.

“Lo Spirito Santo ci ama e conosce il posto di ognuno nel tutto: per Lui non siamo coriandoli portati dal vento, ma tessere insostituibili del suo mosaico”.

“Tutto è in relazione: la cura autentica della nostra stessa vita e delle nostre relazioni con la natura è inseparabile dalla fraternità, dalla giustizia e dalla fedeltà nei confronti degli altri”.

“È importante mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona, in ogni parte del mondo, di ricevere le cure sanitarie”.

“Impariamo da Abramo a pregare con fede: ascoltare, camminare, dialogare fino a discutere, ma sempre disposti ad accogliere la parola di Dio e a metterla in pratica”.

“Abbiamo tanto bisogno della luce e della forza dello Spirito Santo! Ne ha bisogno la Chiesa, per camminare concorde e coraggiosa testimoniando il Vangelo. E ne ha bisogno l’intera famiglia umana, per uscire da questa crisi più unita e non più divisa”.

“Una Chiesa che è madre cammina sulla strada della tenerezza e della compassione. Chi è figlio della Chiesa è una persona mite, tenera, sorridente, piena di amore”.

“La missione è risposta, libera e consapevole, alla chiamata di Dio. Ma questa chiamata possiamo percepirla solo quando viviamo un rapporto personale di amore con Gesù vivo nella sua Chiesa”.

“Abbiamo bisogno che lo Spirito Santo ci dia occhi nuovi, apra la nostra mente e il nostro cuore per affrontare il momento presente e il futuro con la lezione appresa: siamo una sola umanità. Nessuno si salva da solo. Nessuno”.

"Lo Spirito Santo ci fa spiccare il volo, ci dischiude il destino meraviglioso per il quale siamo nati, ci nutre di speranza viva. Chiediamogli di venire in noi, e si farà vicino”.

“Lo Spirito Santo, quando Lo invitiamo nelle nostre ferite, unge i brutti ricordi col balsamo della speranza, perché lo Spirito è il ricostruttore della speranza”.

“La preghiera ci libera dagli istinti di violenza ed è uno sguardo rivolto a Dio, perché torni Lui a prendersi cura del cuore dell’uomo”.

“Lo Spirito Santo ci trasforma in Chiesa-grembo di misericordia, cioè in una ‘madre dal cuore aperto’ per tutti”.

“Gesù ha preso su di sé la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo, perché lì dove è Lui fossimo anche noi”.

“La festa dell’Ascensione ci dice che Gesù è salito al Cielo per dimorare glorioso alla destra del Padre e, nello stesso tempo, è ancora e sempre tra noi: da qui derivano la nostra forza, la nostra perseveranza e la nostra gioia”.

“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione. Gesù ci ha ricordato che abbiamo Dio come nostro Padre comune e che questo ci rende fratelli”.

“La gioia di annunciare il Vangelo brilla sempre sullo sfondo di una memoria grata. Il mettersi ‘in stato di missione’ è un riflesso della gratitudine. È la risposta di chi dalla gratitudine viene reso docile allo Spirito, e quindi è libero”.

“Ricevere la gioia dello Spirito è una grazia. Ed è l’unica forza che possiamo avere per predicare il Vangelo, per confessare la fede nel Signore. La fede è testimoniare la gioia che ci dona il Signore. Una gioia così, uno non se la può dare da solo”.

“La persona umana tanto più cresce, matura e si santifica quanto più entra in relazione, quando esce da sé stessa per vivere in comunione con Dio, con gli altri e con tutte le creature”.

“Quando ci si rende conto del riflesso di Dio in tutto ciò che esiste, il cuore sperimenta il desiderio di adorare il Signore per tutte le sue creature e insieme ad esse”.

“Oggi ricordiamo la grande fede e l’esempio di San Giovanni Paolo II; sentiamo riecheggiare il suo appello a spalancare le porte a Cristo, a non avere paura. Camminiamo lieti lungo i sentieri del mondo, seguendo le orme dei giganti che ci hanno preceduto: non siamo mai soli!”.

“Oggi viviamo in una società con un senso di orfanezza che tocca proprio l’appartenenza e la fraternità, perché manca il Padre. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di ritrovare il Padre, il Padre che dà senso a tutta la vita e fa che gli uomini siano una famiglia”.

“Cosa è lo spirito del mondo, del quale parla Gesù? E’ un modo di vivere, una cultura dell’effimero che non conosce la fedeltà. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di discernere cosa è mondanità e cosa è Vangelo”.

“La perfezione della strada per seguire Gesù non è la rigidità, che porta al turbamento, ma lo spirito della libertà evangelica che porta alla gioia”.

“Che Dio abbia pietà di noi e fermi questa tragedia, questa pandemia e anche le altre pandemie: quella della fame, quella della guerra, quella dei bambini senza educazione. E questo lo chiediamo come fratelli, tutti insieme”.

“La preghiera appartiene a tutti: agli uomini di ogni religione, e probabilmente anche a quelli che non ne professano alcuna. La preghiera nasce nel segreto di noi stessi, in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano ‘cuore’”.

“La pace che ti da il mondo ti isola dagli altri, è un benessere che ti fa anestetizzare. E’ provvisoria e sterile. La pace del Signore è definitiva, feconda e contagiosa. Ti fa andare dagli altri, crea comunità, è piena di speranza, perché guarda al Cielo”.

“Cosa fa lo Spirito Santo in noi? Ci ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, ci insegna a comprenderlo sempre di più, a crescere nella comprensione della fede; ci accompagna e sostiene nel discernimento, ci illumina nelle piccole e grandi decisioni della vita”.

“Per pregare ci vuole coraggio. Pregare è andare con Gesù al Padre che ti darà tutto. La Chiesa va avanti con questo coraggio della preghiera, perché lo Spirito Santo ci insegna che noi facciamo un pochettino, ma è Dio che ‘fa le cose’ nella Chiesa”.

“La Chiesa va avanti tra le consolazioni di Dio e le persecuzioni del mondo. Lo Spirito Santo fa l’armonia della Chiesa. Lo spirito cattivo distrugge. Stiamo attenti a non mettere la fiducia nei poteri temporali, ma in Gesù Cristo e nello Spirito Santo”.

“Come consola il Signore? Con la vicinanza: parla poco, ma è vicino. Con la verità: non dice cose formali, non inganna. Con la speranza: ‘Non sia turbato il vostro cuore’. La consolazione del Signore è vicina, veritiera e ci apre le porte della speranza”.

“Essere cristiani è appartenere a un popolo scelto da Dio gratuitamente, avere memoria di coloro che ci hanno preceduto nel cammino della salvezza. Chiediamo al Signore la coscienza di appartenere al popolo di Dio che nella sua totalità ha il fiuto della fede”.

“La preghiera è il respiro della fede, è come un grido che esce dal cuore di chi crede e si affida a Dio. La fede è avere due mani alzate, una voce che grida per implorare il dono della salvezza”.

“Ci sono degli atteggiamenti che non ci lasciano andare avanti nella conoscenza del Signore: le ricchezze, l’accidia, la rigidità, il clericalismo, la mondanità… Manca la libertà e non si può seguire Gesù senza la libertà”.

“Ci sono delle idee che causano divisione, al punto che è più importante l’idea dello Spirito Santo che ci guida. Il Signore ci liberi dalle divisioni e ci aiuti a comprendere questo mistero grande di Gesù che è il pastore di tutti e in lui siamo tutti fratelli”.

“La domenica del Buon Pastore è una domenica bella, è una domenica di pace, di mitezza, di tenerezza, perché il nostro Pastore si prende cura di noi. ‘Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla’ (Sal 22)”.

“La crisi è un momento di scelta. Questa pandemia è un momento di crisi sociale. Come reagire? Con la perseveranza, il silenzio, con fedeltà a Dio, alle decisioni prese prima. Il momento di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti”.

“La parola ‘lavoro’ è quella che la Bibbia usa per descrivere l’attività creatrice di Dio: ‘Dio portò a compimento il lavoro che aveva fatto’ (Gen 2, 2). Dio consegna questa attività all’uomo: il lavoro è la vocazione dell’uomo”.

“Il cristianesimo non è solo una dottrina, un modo di comportarsi, una cultura. Sì, è anche tutto questo, ma il nocciolo del cristianesimo è un incontro: è l’incontro con Gesù. Una persona è cristiana perché ha incontrato Gesù Cristo, si è lasciata incontrare da Lui”.

“La Pasqua ci porta questo messaggio: il messaggio di rinascere. Possiamo rinascere con la stessa forza che ha fatto risorgere il Signore: con la forza di Dio”.