“La preghiera ci libera dagli istinti di violenza ed è uno sguardo rivolto a Dio, perché torni Lui a prendersi cura del cuore dell’uomo”.

 

 

 

“Lo Spirito Santo ci trasforma in Chiesa-grembo di misericordia, cioè in una ‘madre dal cuore aperto’ per tutti”.

“Gesù ha preso su di sé la nostra umanità per portarla oltre la morte, in un posto nuovo, in Cielo, perché lì dove è Lui fossimo anche noi”.

“La festa dell’Ascensione ci dice che Gesù è salito al Cielo per dimorare glorioso alla destra del Padre e, nello stesso tempo, è ancora e sempre tra noi: da qui derivano la nostra forza, la nostra perseveranza e la nostra gioia”.

“La cura per la natura è parte di uno stile di vita che implica capacità di vivere insieme e di comunione. Gesù ci ha ricordato che abbiamo Dio come nostro Padre comune e che questo ci rende fratelli”.

“La gioia di annunciare il Vangelo brilla sempre sullo sfondo di una memoria grata. Il mettersi ‘in stato di missione’ è un riflesso della gratitudine. È la risposta di chi dalla gratitudine viene reso docile allo Spirito, e quindi è libero”.

“Ricevere la gioia dello Spirito è una grazia. Ed è l’unica forza che possiamo avere per predicare il Vangelo, per confessare la fede nel Signore. La fede è testimoniare la gioia che ci dona il Signore. Una gioia così, uno non se la può dare da solo”.

“La persona umana tanto più cresce, matura e si santifica quanto più entra in relazione, quando esce da sé stessa per vivere in comunione con Dio, con gli altri e con tutte le creature”.

“Quando ci si rende conto del riflesso di Dio in tutto ciò che esiste, il cuore sperimenta il desiderio di adorare il Signore per tutte le sue creature e insieme ad esse”.

“Oggi ricordiamo la grande fede e l’esempio di San Giovanni Paolo II; sentiamo riecheggiare il suo appello a spalancare le porte a Cristo, a non avere paura. Camminiamo lieti lungo i sentieri del mondo, seguendo le orme dei giganti che ci hanno preceduto: non siamo mai soli!”.

“Oggi viviamo in una società con un senso di orfanezza che tocca proprio l’appartenenza e la fraternità, perché manca il Padre. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di ritrovare il Padre, il Padre che dà senso a tutta la vita e fa che gli uomini siano una famiglia”.

“Cosa è lo spirito del mondo, del quale parla Gesù? E’ un modo di vivere, una cultura dell’effimero che non conosce la fedeltà. Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di discernere cosa è mondanità e cosa è Vangelo”.

“La perfezione della strada per seguire Gesù non è la rigidità, che porta al turbamento, ma lo spirito della libertà evangelica che porta alla gioia”.

“Che Dio abbia pietà di noi e fermi questa tragedia, questa pandemia e anche le altre pandemie: quella della fame, quella della guerra, quella dei bambini senza educazione. E questo lo chiediamo come fratelli, tutti insieme”.

“La preghiera appartiene a tutti: agli uomini di ogni religione, e probabilmente anche a quelli che non ne professano alcuna. La preghiera nasce nel segreto di noi stessi, in quel luogo interiore che spesso gli autori spirituali chiamano ‘cuore’”.

“La pace che ti da il mondo ti isola dagli altri, è un benessere che ti fa anestetizzare. E’ provvisoria e sterile. La pace del Signore è definitiva, feconda e contagiosa. Ti fa andare dagli altri, crea comunità, è piena di speranza, perché guarda al Cielo”.

“Cosa fa lo Spirito Santo in noi? Ci ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, ci insegna a comprenderlo sempre di più, a crescere nella comprensione della fede; ci accompagna e sostiene nel discernimento, ci illumina nelle piccole e grandi decisioni della vita”.

“Per pregare ci vuole coraggio. Pregare è andare con Gesù al Padre che ti darà tutto. La Chiesa va avanti con questo coraggio della preghiera, perché lo Spirito Santo ci insegna che noi facciamo un pochettino, ma è Dio che ‘fa le cose’ nella Chiesa”.

“La Chiesa va avanti tra le consolazioni di Dio e le persecuzioni del mondo. Lo Spirito Santo fa l’armonia della Chiesa. Lo spirito cattivo distrugge. Stiamo attenti a non mettere la fiducia nei poteri temporali, ma in Gesù Cristo e nello Spirito Santo”.

“Come consola il Signore? Con la vicinanza: parla poco, ma è vicino. Con la verità: non dice cose formali, non inganna. Con la speranza: ‘Non sia turbato il vostro cuore’. La consolazione del Signore è vicina, veritiera e ci apre le porte della speranza”.

“Essere cristiani è appartenere a un popolo scelto da Dio gratuitamente, avere memoria di coloro che ci hanno preceduto nel cammino della salvezza. Chiediamo al Signore la coscienza di appartenere al popolo di Dio che nella sua totalità ha il fiuto della fede”.

“La preghiera è il respiro della fede, è come un grido che esce dal cuore di chi crede e si affida a Dio. La fede è avere due mani alzate, una voce che grida per implorare il dono della salvezza”.

“Ci sono degli atteggiamenti che non ci lasciano andare avanti nella conoscenza del Signore: le ricchezze, l’accidia, la rigidità, il clericalismo, la mondanità… Manca la libertà e non si può seguire Gesù senza la libertà”.

“Ci sono delle idee che causano divisione, al punto che è più importante l’idea dello Spirito Santo che ci guida. Il Signore ci liberi dalle divisioni e ci aiuti a comprendere questo mistero grande di Gesù che è il pastore di tutti e in lui siamo tutti fratelli”.

“La domenica del Buon Pastore è una domenica bella, è una domenica di pace, di mitezza, di tenerezza, perché il nostro Pastore si prende cura di noi. ‘Il Signore è il mio Pastore, non manco di nulla’ (Sal 22)”.

“La crisi è un momento di scelta. Questa pandemia è un momento di crisi sociale. Come reagire? Con la perseveranza, il silenzio, con fedeltà a Dio, alle decisioni prese prima. Il momento di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti”.

“La parola ‘lavoro’ è quella che la Bibbia usa per descrivere l’attività creatrice di Dio: ‘Dio portò a compimento il lavoro che aveva fatto’ (Gen 2, 2). Dio consegna questa attività all’uomo: il lavoro è la vocazione dell’uomo”.

“Il cristianesimo non è solo una dottrina, un modo di comportarsi, una cultura. Sì, è anche tutto questo, ma il nocciolo del cristianesimo è un incontro: è l’incontro con Gesù. Una persona è cristiana perché ha incontrato Gesù Cristo, si è lasciata incontrare da Lui”.

“La Pasqua ci porta questo messaggio: il messaggio di rinascere. Possiamo rinascere con la stessa forza che ha fatto risorgere il Signore: con la forza di Dio”.