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“La Pasqua ci porta questo messaggio: il messaggio di rinascere. Possiamo rinascere con la stessa forza che ha fatto risorgere il Signore: con la forza di Dio”.

 

 

 

 

“In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia a tutti noi la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”.

“Nella vita succede che ci allontaniamo dal Signore e perdiamo la freschezza della prima chiamata. Chiediamo la grazia di tornare sempre al primo incontro, nel quale Lui ci ha guardato, ci ha parlato e ha fatto nascere dentro di noi il desiderio di seguirlo”.

“Il Vangelo di oggi (Lc 24, 13-35) ci insegna che nella vita abbiamo davanti due direzioni opposte: c’è la via di chi si lascia paralizzare dalle delusioni e va avanti triste; e c’è la via di chi non mette al primo posto sé stesso e i suoi problemi, ma Gesù e i fratelli”.

“Contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, pregando il Rosario, ci renderà più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me”.

“Gesù formava il cuore degli apostoli per servire la gente; insegnava questo atteggiamento pastorale che è la vicinanza al popolo di Dio. Non è la struttura che fa la pastorale, ma il cuore del pastore. Preghiamo insieme per i pastori della Chiesa”.

“Questa pandemia ci ricorda che non ci sono differenze e confini tra chi soffre. Siamo tutti fragili, tutti uguali, tutti preziosi. Quel che sta accadendo ci scuota: è tempo di rimuovere le disuguaglianze, l’ingiustizia che mina alla radice la salute dell’intera umanità!”.

“Quando siamo nel peccato, siamo come ‘pipistrelli umani’ che sanno muoversi solo nella notte. È più comodo per noi vivere nelle tenebre, perché la luce ci fa vedere ciò che non vogliamo. Ma così gli occhi si abituano alle tenebre e non sanno più cosa sia la luce”.

“Nella prova che stiamo attraversando, ci siamo ritrovati fragili. Abbiamo bisogno del Signore, che vede in noi, al di là delle nostre fragilità, una bellezza insopprimibile. Con Lui ci riscopriamo preziosi nelle nostre fragilità”.

“Essere cristiano non è soltanto compiere i comandamenti, ma “nascere di nuovo” e lasciare che lo Spirito entri in noi e ci porti dove vuole Lui. Questa è la libertà dello Spirito. Il Signore ci aiuti ad essere sempre docili allo Spirito”.

“Oggi l’amore disarmato e disarmante di Gesù risuscita il cuore di Tommaso (Gv 20, 19-31). Anche noi, come l’apostolo, accogliamo la misericordia, salvezza del mondo. E usiamo misericordia a chi è più debole: solo così ricostruiremo un mondo nuovo”.

“Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare sempre nuovamente”.

“Cari fratelli sacerdoti, siamo stati unti per ungere, per donare noi stessi. Preghiamo insieme oggi chiedendo l’umiltà di custodire questo dono dell’unzione e implorando la misericordia di Dio per il popolo a noi affidato e per il mondo intero”.

“Dal cuore aperto del Crocifisso, l’amore di Dio raggiunge ognuno di noi. Lasciamo che il suo sguardo si posi su di noi. Capiremo che non siamo soli, ma amati, perché il Signore non ci abbandona e non si dimentica di noi, mai”.

“In questi giorni santi, a casa, stiamo davanti al Crocifisso, misura dell’amore di Dio per noi. Chiediamo la grazia di vivere per servire. Cerchiamo di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, ma al bene che possiamo fare”.

“Siamo al mondo per amare Dio e gli altri. Il dramma che stiamo attraversando ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve. Perché la vita si misura sull’amore”.

“Il Padre ha sostenuto il servizio di Gesù: non ha sbaragliato il male che si abbatteva su di Lui, ma ha sorretto la sua sofferenza, perché il nostro male fosse vinto solo con il bene, perché fosse attraversato fino in fondo dall’amore. Fino in fondo”.

“Da soli non siamo capaci di togliere la polvere che ci sporca il cuore. Solo Gesù, che conosce e ama il nostro cuore, può guarirlo. La Quaresima è tempo di guarigione”.

“Questo venerdì ci farà bene fermarci a pensare ai dolori di Maria, l’Addolorata, e dire ‘grazie di aver accettato di essere Madre’. Nella maternità della Madonna vediamo la maternità della Chiesa che accoglie tutti”.

“La nostra esistenza cristiana sia come quella del nostro padre Abramo: cosciente di essere eletto, gioioso di andare verso una promessa e fedele nel compiere l’alleanza”.

“Cosa vuol dire cuore ‘puro’? Il cuore purificato è il risultato di un processo che implica una liberazione e una rinuncia. Il puro di cuore non nasce tale, ha vissuto una semplificazione interiore, imparando a rinnegare in sé il male”.

“Gesù ha preso i nostri peccati su di sé fino al punto di farsi peccato. Non è facile capire questo, non lo comprenderemo mai fino in fondo. Possiamo solo contemplare, pregare e ringraziare”.

“Quando ci soffermiamo davanti a Gesù crocifisso, riconosciamo tutto l’amore che ci restituisce la dignità e ci sostiene”.

“Nel Vangelo di oggi (Gv 11, 1-45), Gesù ci dice: ‘Io sono la risurrezione e la vita…’ Abbiate fede! In mezzo al pianto continuate ad avere fede, anche se la morte sembra aver vinto. Lasciate che la Parola di Dio riporti la vita dove c’è morte”.

“Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”.

“Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: ‘Voi non abbiate paura’ (Mt 28, 5). E noi, insieme a Pietro, ‘gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi’ (cfr 1 Pt 5,7 )”.

“Se pregare ti risulta difficile, non arrenderti. Stai fermo, fai spazio a Dio, lasciati guardare da Lui e Lui ti riempirà della sua pace”.

“Con il suo ‘sì’ consegnato all’Angelo, la Vergine accoglie il Verbo che si fa carne e accetta di diventare madre del Figlio di Dio. Così, in Maria, si realizza l’incontro di Dio con l’uomo”.

“Nel Vangelo di oggi (Gv 5, 1-16) c’è il paralitico,malato di pessimismo,di tristezza,di accidia: è un veleno, una nebbia che circonda l’anima e non la fa vivere. E c’è l’acqua,simbolo della nostra nuova vita,l’acqua che Gesù ha usato per rigenerarci, il Battesimo”.

“La prima condizione per la preghiera è la fede, la seconda è la perseveranza, la terza è il coraggio. In questi giorni nei quali è necessario pregare di più pensiamo se noi preghiamo così. Il Signore non delude! Ci fa aspettare, ma non delude”.

“Il Vangelo di Oggi (Gv 9, 1-41) ci insegna che il peccato è come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di tenebra e ci ridona nuova luce”.

“La Quaresima ci invita a riflettere sul significato della vita, certi che solo in Cristo e con Cristo troviamo risposta al mistero della sofferenza e della morte. Non siamo stati creati per la morte, ma per la vita, e la vita in abbondanza, la vita eterna”.

“Il fuoco dell’amore di Dio consuma la cenere del nostro peccato. L’abbraccio del Padre ci rinnova dentro, ci pulisce il cuore”.

“La fede si fa strada attraverso passi umili e concreti”.

“Il nostro Dio è vicino e ci chiede di essere vicini l’uno all’altro. In questo momento non possiamo, forse, avvicinarci fisicamente per la paura del contagio, ma possiamo risvegliare in noi un atteggiamento di vicinanza: con la preghiera, con l’aiuto reciproco”.

“Lasciamoci amare da Dio per amare. Lasciamoci rialzare, per camminare verso la meta, la Pasqua”.

“Dio agisce sempre nella semplicità: nella semplicità del lavoro di tutti i giorni, nella semplicità della preghiera; lo spirito mondano ci porta invece verso la vanità, verso le apparenze che finiscono nella violenza”.

“Chiediamo la grazia di coltivare in noi il desiderio del Cristo, fonte di acqua viva, l’unico che può saziare la sete di vita e di amore che portiamo nel cuore”.

“Prima che noi andiamo a cercarlo, sappiamo che il Signore ci cerca, ci viene incontro e ci chiama. Andiamo avanti con gioia perché sappiamo che Lui ci aspetta!”

“Chiediamo oggi al Signore la grazia di non dimenticare la gratuità della rivelazione. Dio si è manifestato come dono, si è fatto dono per noi e noi dobbiamo darlo, farlo vedere agli altri come dono, non come possesso nostro”.

“Il cammino della Quaresima è un cammino di carità verso chi è più debole”.

“Siamo chiamati a riscoprire cosa conta veramente, di cosa abbiamo veramente bisogno, cosa fa vivere bene e, nello stesso tempo, cosa sia secondario, e di cosa si possa tranquillamente fare a meno”.

“Il Signore non dice solo di compiere opere di carità, di pregare e di digiunare, ma di fare tutto questo senza finzioni, senza doppiezze, senza ipocrisia”.

“Quando noi abbiamo non solo il ricordo dei peccati che abbiamo fatto, ma anche il sentimento della vergogna, questo tocca il cuore di Dio e Lui risponde con misericordia. Chiediamo oggi la grazia della vergogna”.

“L’evento meraviglioso della Trasfigurazione, raccontato nel Vangelo di Oggi (Mt 17, 1-9), ci apre ad una conoscenza più piena del mistero di Cristo che dovrà soffrire, morire e poi risorgere”.

“In questo tempo favorevole di Quaresima, ascoltiamo la voce del Signore. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi”.

“La Quaresima è un tempo propizio affinché ci lasciamo interpellare dal dolore di chi soffre e non trova chi lo aiuta. È un tempo in cui la compassione si concretizza nella solidarietà, nella cura”.

“In questo viaggio di ritorno all’essenziale che è la Quaresima, il Signore ci chiede di percorrere tre tappe: l’elemosina, la preghiera, il digiuno”.

“Facciamo un piccolo esame di coscienza ogni giorno, per convertirci al Signore, 5 minuti alla fine della giornata ci aiuteranno a pensare e a non rimandare il cambiamento del cuore e la conversione al Signore”.

“La Quaresima è un richiamo a fermarsi, ad andare all’essenziale, a digiunare dal superfluo che distrae. È una sveglia per l’anima”.

“Anche quest’anno il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana”.

“Il Vangelo di Oggi (Mt 4, 1-11) ci mostra come Gesù risponde al tentatore che cerca per tre volte di metterlo in difficoltà. La sua esperienza aiuti anche noi ad essere vigilanti di fronte alle tentazioni e a non sottometterci ad alcun idolo di questo mondo”.

“Lasciamoci riconciliare per vivere come figli amati, come peccatori perdonati, come malati risanati, come viandanti accompagnati”.

“La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo”.

“Preghiamo, digiuniamo ed esercitiamo le opere di misericordia in questo tempo di grazia, affinché il Signore possa trovare i nostri cuori pronti per ricolmarli con la vittoria del suo amore”.

"La Quaresima è tempo di grazia, per riconoscere che le nostre misere ceneri sono amate da Dio, per accogliere lo sguardo d’amore di Dio su di noi e, così guardati, cambiare vita. Siamo al mondo per camminare dalla cenere alla vita".

“La mondanità è nemica di Dio. La strada contro lo spirito del mondo è una sola: l’umiltà. Servire gli altri, scegliere l’ultimo posto, non arrampicarsi”.

“Auguro a tutti voi di imparare a guardare la vita dall’alto, dalla prospettiva del cielo, vedere le cose con gli occhi di Dio, attraverso il prisma del Vangelo”.

“Se vogliamo essere discepoli di Cristo, questa è la via: amati da Dio, siamo chiamati ad amare; perdonati, a perdonare; salvati gratuitamente, a non ricercare alcun utile nel bene che facciamo”.

“Nella festa della Cattedra di San Pietro, rendiamo grazie a Dio per la missione affidata all'apostolo Pietro e ai suoi successori, per radunare il suo popolo da tutte le genti e guidarlo nella carità e nella verità sulla via della salvezza”.

“Abbiamo ricevuto la vita non per sotterrarla, ma per metterla in gioco; non per trattenerla, ma per donarla. Chi sta con Gesù sa che il segreto per possedere la vita è donarla”.

“Per seguire Gesù dobbiamo fare tre passi: avvicinarci a Lui per cercare di conoscerlo; confessare -con la forza dello Spirito Santo- che Lui è il Figlio di Dio; e accettare la strada dell’umiltà e umiliazione che Lui ha scelto per la redenzione dell’umanità”.

“‘Beati i miti perché avranno in eredità la terra’. La mitezza è capace di vincere il cuore, salvare le amicizie e tanto altro, perché le persone si adirano ma poi si calmano, ci ripensano e tornano sui loro passi, e si possono ricostruire i rapporti”.

“Ognuno di noi ha qualcosa che si è indurito nel cuore. La medicina contro la durezza del cuore è la memoria, ricordare i benefici del Signore. Questo mantiene il cuore aperto e fedele”.

“Non bastiamo a noi stessi, abbiamo bisogno di smascherare la nostra autosufficienza, di superare le nostre chiusure, di ritornare piccoli dentro, semplici ed entusiasti, pieni di slancio verso Dio e di amore per il prossimo”.

“Nel Vangelo di Oggi (Mt 5, 17-37) Gesù ci incoraggia a passare da un’osservanza formale della Legge a un’osservanza sostanziale, accogliendo la Legge nel cuore. Dal cuore partono le azioni buone e quelle cattive”.

“La nostra preghiera non dev’essere limitata solo ai nostri bisogni, alle nostre necessità: una preghiera è veramente cristiana se ha anche una dimensione universale”.

“Oggi ci farà bene pensare, come un gesto di gratitudine a Dio, alla gente che ci accompagna nel cammino della vita: famigliari, amici, compagni di lavoro… Il Signore ci vuole popolo, ci vuole in compagnia. Grazie, Signore, per non averci lasciati da soli!”.

“Quante volte dimentichiamo il Signore e negoziamo con altri dèi: denaro, vanità, orgoglio. Chiediamo la grazia di capire quando il nostro cuore incomincia a scivolare nella mondanità. Saranno la sua grazia e il suo amore a fermarci se noi lo preghiamo”.

“Il Signore, che per primo ha cura di noi, ci insegna a prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle e dell’ambiente che ogni giorno Egli ci regala. Questa è la prima ecologia di cui abbiamo bisogno”.

“Gesù Cristo offre la sua misericordia a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza. Egli invita ciascuno ad entrare nella Sua vita per fare esperienza di tenerezza”.

“La fede cresce con l’invocazione fiduciosa, col portare a Gesù ciò che siamo, a cuore aperto, senza nascondere le nostre miserie”.

“Nel Vangelo di Oggi (Mt 5, 13-16), Gesù chiama i suoi discepoli ad essere sale e luce in mezzo alla gente. È sale chi vive e diffonde la grazia di Cristo; è luce chi fa risplendere il Vangelo con le opere buone”.

“Santa Bakhita, patrona delle vittime della tratta, ha affrontato il dolore della schiavitù e ha testimoniato la libertà e la gioia dell’incontro con il Signore. Preghiamo affinché tutti possano vivere questa gioia e spezzare le catene della schiavitù”.

“L’uomo più grande nato da donna – Giovanni Battista – e il Figlio di Dio hanno scelto la strada dell’umiliazione. È questa la strada che Dio mostra ai cristiani per andare avanti. Non si può essere umili senza umiliazioni”.

“Senza la preghiera, tutta la nostra vita e la nostra missione perdono senso, forza e fervore”.

“C’è una povertà che dobbiamo accettare, quella del nostro essere, e una povertà che invece dobbiamo cercare, quella concreta, dalle cose di questo mondo, per essere liberi e poter amare”.

“Fratelli e sorelle, nei momenti di allontanamento da Dio, ci farà bene sentire questa voce nel cuore: ‘Figlio mio, figlia mia, cosa stai facendo? Non suicidarti, per favore. Io sono morto per te’”.

“Dalla solitudine ci si rialza non chiudendosi in sé stessi, ma invocando il Signore, perché il Signore ascolta il grido di chi è solo”.

“Il Vangelo dio Oggi (Lc 2, 22-40), festa della Presentazione del Signore, ci mostra lo stupore di Maria, Giuseppe, Simeone e Anna davanti a ciò che accadeva sotto i loro occhi. La capacità di stupirsi rende fecondo l’incontro con il Signore”.

“Chi tiene lo sguardo su Gesù impara a vivere per servire. Non aspetta che comincino gli altri, ma si mette in cerca del prossimo”.

“L’esempio di santità di san Giovanni Bosco, che ricordiamo oggi quale padre e maestro della gioventù, conduca soprattutto voi, cari giovani, a realizzare i vostri progetti futuri, accogliendo il piano che Dio ha su ciascuno”.

“‘Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi’ (Mc 4, 24). Chiediamo al Signore la grazia di non avere paura della croce, chiediamo la capacità di subire qualche umiliazione, perché questa è la strada che Lui ha scelto per salvarci”

 “Le beatitudini sono la ‘carta d’identità’ del cristiano. Non si tratta di allegrie passeggere, ma della felicità che sa convivere anche con la sofferenza”.

“Il Vangelo non andrà avanti con evangelizzatori noiosi, amareggiati. No. Andrà avanti soltanto con evangelizzatori gioiosi, pieni di vita”.

“Se perdiamo la memoria, annientiamo il futuro. L’anniversario dell’Olocausto, l’indicibile crudeltà che l’umanità scoprì 75 anni fa, sia un richiamo a fermarci, a stare in silenzio e fare memoria. Ci serve, per non diventare indifferenti”.

“La Parola di Dio ci consola e incoraggia, provoca la conversione, ci scuote, ci libera dalla paralisi dell’egoismo; perché ha il potere di cambiare la vita, di far passare dall’oscurità alla luce”.

“Quest’anno desidero dedicare il Messaggio per la GMCS al tema della narrazione. Per non smarrirci abbiamo bisogno di respirare la verità di storie buone che edifichino, che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme”.

“L’ospitalità ecumenica richiede la disponibilità ad ascoltare gli altri cristiani, prestando attenzione alle loro storie personali di fede e alla storia della loro comunità”.

“Lavorare insieme per vivere l’ospitalità, in particolare verso coloro la cui vita è più vulnerabile, ci renderà esseri umani migliori, discepoli migliori e un popolo cristiano più unito”.

“Noi cristiani, per il Battesimo, siamo tutti unti dall’elezione del Signore, e questo è puro dono. Chiediamo oggi allo Spirito Santo di saper custodire questo dono con fedeltà. Questa è la santità cristiana”.

“Essere cristiano non è difendersi con un’ideologia per poter andare avanti. Essere cristiani è essere liberi, perché abbiamo fiducia, perché siamo docili alla Parola del Signore”.

“Fermiamoci sul Vangelo di Oggi (Gv 1, 29-34), magari anche contemplando un’icona di Cristo, Figlio di Dio fattosi agnello, per liberarci dal male. Sì, siamo ancora poveri peccatori però non schiavi, no, ma figli, figli di Dio!”.

“Chi ha fede sente un grande bisogno di Dio e, nella propria piccolezza, si abbandona con piena fiducia a Lui”.

“Gesù guarda il paralitico e va all’essenziale: ‘Ti sono perdonati i peccati’. La salute fisica è un dono che dobbiamo custodire, ma il Signore ci insegna che dobbiamo custodire anche la salute del cuore, la salute spirituale”.

"Il Signore ha tanta compassione, si coinvolge nei nostri problemi. Ripetiamo spesso questa semplice preghiera: Signore sono peccatore, abbi pietà di me, abbi compassione di me".

“Possa lo Spirito Santo ravvivare in ognuno di noi la chiamata ad essere evangelizzatori coraggiosi e gioiosi”.

“Gesù aveva autorità perché era coerente tra quello che insegnava e quello che faceva, come viveva. L’autorità si fa vedere in questo: coerenza e testimonianza”.

“Nella vita cristiana non basta sapere: senza uscire da sé stessi, senza incontrare, senza adorare non si conosce Dio. La vita cristiana è una storia d’amore con Dio”.

“Nella festa del Battesimo di Gesù riscopriamo il nostro Battesimo: come Gesù è il Figlio amato del Padre, anche noi rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo siamo figli amati di Dio, fratelli di tanti altri fratelli”.

“Il presepe ci ricorda che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla terra, si è fatto uomo. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio: è riscoprire che Dio è reale, concreto, è Amore umile, disceso fino a noi”.

“Il Vangelo di oggi ci guida verso il Natale attraverso l’esperienza di Giuseppe. Il suo esempio ci aiuti a metterci in ascolto di Gesù che viene, e che chiede di essere accolto nei nostri progetti e nelle nostre scelte”.

 

“Gesù è il sorriso di Dio. È venuto a rivelarci l’amore del Padre celeste, la sua bontà. Abbiamo bisogno del sorriso di Dio, che ci spogli delle false sicurezze e ci riporti al gusto della semplicità e della gratuità”.

 

“Rendiamo grazie per tutto il bene che c’è nel mondo, per i tanti che si impegnano gratuitamente, per chi spende la propria vita nel servire, per costruire una società più umana e più giusta. Lo sappiamo: non possiamo salvarci da soli”.

“La vicinanza al Signore invita il nostro cuore ad accostarsi con amore ai fratelli, ad avere un atteggiamento di compassione verso tutti”.

“La risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Se li mettiamo in pratica, contribuiamo a costruire la città di Dio e dell’uomo”.

 “Ogni conversione nasce da un anticipo di misericordia, dalla tenerezza di Dio che rapisce il cuore”.

 

“Ci sono due atteggiamenti da cristiani tiepidi: mettere nell’angolo Dio – o mi fai questo o non andrò più in chiesa – e lavarsi le mani davanti ai fratelli bisognosi. Eliminiamo questi atteggiamenti per fare spazio al Signore che viene”.

 

“La Vergine Maria ci aiuti perché, mentre ci avviciniamo al Natale, non ci lasciamo distrarre dalle cose esteriori, ma facciamo spazio nel cuore a Colui che è già venuto e vuole venire ancora a guarire le nostre malattie e a darci la sua gioia”.

 

“La fede ci dà la capacità di guardare con speranza le vicende della vita e ci aiuta ad accettare anche le sconfitte e le sofferenze, nella consapevolezza che il male non ha mai l’ultima parola”.

 

“Il tempo che precede il Natale ci chiama tutti a domandarci: qual è il desiderio grande del mio cuore? È Dio che ha messo questa ‘sete’ nel nostro cuore. E Lui ci viene incontro su questa strada, lì dove c’è fame e sete di pace, di giustizia, di libertà, di amore”.

 

“Imparare a vivere nel perdono accresce la nostra capacità di diventare donne e uomini di pace”.

 

“Oggi nel mondo tanti cristiani sono perseguitati e danno la vita per la propria fede. Il martirio è l’aria della vita di un cristiano, di una comunità cristiana. Sempre ci saranno i martiri tra noi: è questo il segnale che andiamo sulla strada di Gesù”.

 

“L’essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. Se cade questa convinzione, non rimangono fondamenta solide e permanenti per la difesa dei Diritti Umani”.

 

“La corruzione avvilisce la dignità della persona e frantuma tutti gli ideali buoni e belli. Tutta la società è chiamata a impegnarsi concretamente per contrastare il cancro della corruzione che, con l’illusione di guadagni rapidi e facili, in realtà impoverisce tutti”.

 

 “La festa della nostra Madre Maria Immacolata ci aiuti a fare di tutta la nostra vita un ‘sì’ a Dio, un ‘sì’ fatto di adorazione a Lui e di gesti quotidiani di amore e di servizio”.

 

“In virtù dello Spirito Santo, il Battesimo ci immerge nella morte e risurrezione del Signore, affogando nel fonte battesimale l’uomo vecchio, dominato dal peccato che divide da Dio, e facendo nascere l’uomo nuovo, ricreato in Gesù”.

"Andiamo ad annunciare, a condividere, a rivelare che è vero: il Signore è Vivo. È vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, hanno seppellito i sogni, hanno seppellito la dignità. E se non siamo capaci di lasciare che lo Spirito ci conduca per questa strada, allora non siamo cristiani".

 

“Ascoltiamo il grido della terra, ferita in mille modi dall’avidità umana. Permettiamole di rimanere una casa accogliente in cui nessuno si senta escluso”.

“Facciamo un piccolo esame di coscienza ogni giorno, per convertirci al Signore, cinque minuti alla fine della giornata ci aiuteranno a pensare e a non rimandare il cambiamento del cuore e la conversione al Signore”.

"La fedeltà è la caratteristica della relazione umana libera, matura, responsabile".

“Amare Dio vuol dire servire il nostro prossimo senza riserve e cercare di perdonare senza limiti”.

“Ecco il primo passo per crescere nel cammino della fede: ascoltare. Prima di parlare, ascoltare”.


"Dio entra nella storia e lo fa con il suo stile originale: la sorpresa. Il Dio delle sorprese ci sorprende sempre".

 

“La Chiesa cresce con il sangue dei martiri, uomini e donne che danno la vita per Gesù. Oggi ce ne sono tanti, anche se non fanno notizia”.


“L’amore non tollera l’indifferenza, l’amore ha compassione. L’amore è mettere il cuore in gioco per gli altri”.


“Ciò che resta davanti alla soglia dell’eternità non è quanto abbiamo guadagnato, ma quanto abbiamo donato”.

“Solo quello che si ama può essere salvato. Solo quello che si abbraccia può essere trasformato”.

“Il segreto per navigare bene nella vita è invitare Gesù a bordo. Il timone della vita va dato a Lui, perché sia Lui a gestire la rotta”.

 “Chi ama ha la fantasia per scoprire soluzioni dove altri vedono solo problemi. Chi ama aiuta l’altro secondo le sue necessità e con creatività, non secondo idee prestabilite o luoghi comuni”.

 “Il cristiano promuove la pace, a cominciare dalla comunità in cui vive”.

"La preghiera di domanda è autentica, è spontanea, è un atto di fede in Dio che è il Padre, che è buono, che è onnipotente. È un atto di fede in me, che sono piccolo, peccatore, bisognoso. E per questo la preghiera, per chiedere qualcosa, è molto nobile".

 

"La preghiera non solo precede la salvezza, ma in qualche modo la contiene già, perché libera dalla disperazione di chi non crede a una via d'uscita da tante situazioni insopportabili".

 

“Gesù, nella preghiera, non vuole spegnere l’umano, non lo vuole anestetizzare. Non vuole che smorziamo le domande e le richieste imparando a sopportare tutto. Vuole invece che ogni sofferenza, ogni inquietudine, si slanci verso il cielo e diventi dialogo”.

"La preghiera - ci insegna Gesù - non inizia nell'esistenza umana dopo che lo stomaco è pieno: piuttosto si annida dovunque c'è un uomo, un qualsiasi uomo che ha fame, che piange, che lotta, che soffre e si domanda perché".

 

“La preghiera del Padre nostro affonda le sue radici nella realtà concreta dell’uomo. Ad esempio, ci fa chiedere il pane, richiesta semplice ma essenziale, che dice che la fede non è una questione decorativa, staccata dalla vita, che interviene quando sono stati soddisfatti tutti gli altri bisogni”.

“L’orazione dell’uomo, questo anelito che nasce in maniera così naturale dalla sua anima, è forse uno dei misteri più fitti dell’universo. E non sappiamo nemmeno se le preghiere che indirizziamo a Dio siano effettivamente quelle che Lui vuole sentirsi rivolgere”.

“Gesù pregava con intensità nei momenti pubblici, condividendo la liturgia del suo popolo, ma cercava anche luoghi raccolti, separati dal turbinio del mondo, luoghi che permettessero di scendere nel segreto della sua anima: è il profeta che conosce le pietre del deserto e sale in alto sui monti”.

“Se Natale rimane solo una bella festa tradizionale, dove al centro ci siamo noi e non Lui, sarà un’occasione persa. Per favore, non mondanizziamo il Natale! Non mettiamo da parte il Festeggiato, come allora, quando venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”.

 

“Il Natale di Gesù non offre rassicuranti tepori da caminetto, ma il brivido divino che scuote la storia. Natale è la rivincita dell’umiltà sull’arroganza, della semplicità sull’abbondanza, del silenzio sul baccano, della preghiera sul mio tempo, di Dio sul mio io”.

“È faticoso combattere contro il male, ma dobbiamo sapere che tutta la vita cristiana è un combattimento. Dobbiamo però anche sapere che non siamo soli, che la Madre Chiesa prega affinché i suoi figli, rigenerati nel Battesimo, non soccombano alle insidie del maligno ma le vincano per la potenza della Pasqua di Cristo”.

“Gli antichi lottatori usavano cospargersi di olio per sfuggire più facilmente alla presa dell’avversario. Alla luce di questo simbolismo, i cristiani hanno adottato l’uso di ungere il corpo dei candidati al Battesimo al fine di significare che la potenza di Cristo Salvatore fortifica per lottare contro il male e vincerlo”.

 

“Sappiamo per esperienza che la vita cristiana è sempre soggetta alla tentazione. E il Battesimo ci prepara, ci dà forza per questa lotta quotidiana, anche la lotta contro il diavolo che come un leone cerca di divorarci, di distruggerci”.

“Il Battesimo non è una formula magica ma un dono dello Spirito Santo che abilita chi lo riceve a lottare contro lo spirito del male, credendo che Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio per distruggere il potere di satana e trasferire l’uomo dalle tenebre nel suo regno di luce infinita”.

“Al fonte battesimale non si va mai da soli, ma accompagnati dalla preghiera di tutta la Chiesa che aiuta quanti si apprestano a rinascere come figli di Dio, assistendoli nella lotta contro il male e accompagnandoli sulla via del bene”.

“Cristiani si diventa nella misura in cui la croce si imprime in noi come un marchio pasquale, rendendo visibile, anche esteriormente, il modo cristiano di affrontare la vita”.

“La croce è il distintivo che manifesta chi siamo: il nostro parlare, pensare, guardare, operare sta sotto il segno della croce, ossia

“Non si può amare solo finché conviene; l’amore si manifesta proprio oltre la soglia del proprio tornaconto, quando si dona tutto senza riserve”.

“Il Battesimo ci cristifica, chi ha ricevuto il Battesimo e va cristificato, assomiglia a Cristo, si trasforma in Cristo e lo rende davvero un altro Cristo”.

 

“Alcuni pensano: ma perché battezzare un bambino che non capisce? Quando noi battezziamo un bambino, in quel bambino entra lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo fa crescere in quel bambino delle virtù cristiane che poi fioriranno. Sempre si deve dare questa opportunità a tutti di avere dentro di loro lo Spirito Santo che li guidi durante la vita”.

“C’è un prima e un dopo il Battesimo. Il Sacramento suppone un cammino di fede, che chiamiamo catecumenato, evidente quando è un adulto a chiedere il Battesimo. Ma anche i bambini, fin dall’antichità, sono battezzati nella fede dei genitori”.

“Il Battesimo permette a Cristo di vivere in noi e a noi di vivere uniti a Lui, per collaborare nella Chiesa, alla trasformazione del mondo. Ricevuto una sola volta, il lavacro battesimale illumina tutta la nostra vita, guidando i nostri passi fino alla Gerusalemme del Cielo”.

“Immergendoci in Cristo, il Battesimo ci rende anche membra del suo Corpo, che è la Chiesa, e partecipi della sua missione nel mondo. Noi battezzati non siamo isolati: siamo membra del Corpo di Cristo”.

“Attraverso il lavacro battesimale, chi crede in Cristo viene immerso nella vita stessa della Trinità. Perciò il Battesimo è chiamato anche rigenerazione: crediamo che Dio ci ha salvati per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito”.

“In virtù dello Spirito Santo, il Battesimo ci immerge nella morte e risurrezione del Signore, affogando nel fonte battesimale l’uomo vecchio, dominato dal peccato che divide da Dio, e facendo nascere l’uomo nuovo, ricreato in Gesù”.

“Il Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana. È il primo dei Sacramenti, in quanto è la porta che permette a Cristo Signore di prendere dimora nella nostra persona e a noi di immergerci nel suo Mistero”.

“Il Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana. È il primo dei Sacramenti, in quanto è la porta che permette a Cristo Signore di prendere dimora nella nostra persona e a noi di immergerci nel suo Mistero”.

“Il Signore è fedele all’amicizia perché ci ha chiamati a viverla. Ci ha eletti per questo, per essere i suoi amici: ‘Non vi chiamerò più servi – dice nel Vangelo – vi dirò amici’. E questa parola la conserva fino alla fine”.

“Tutti noi cristiani abbiamo ricevuto questo dono: l’apertura, l’accesso al cuore di Gesù, all’amicizia di Gesù. Abbiamo ricevuto in sorte il dono della tua amicizia. Il nostro destino è essere amici tuoi”.

“Con il diavolo non si dialoga, perché lui ci vince, è più intelligente di noi. È un angelo; è un angelo di luce. E tante volte si avvicina a noi facendo vedere questa luce, ma ha perso la luce, e si traveste come angelo di luce, ma è un angelo di ombra, un angelo di morte”.

 

“Il diavolo sa parlare benissimo. Non solo: sa anche suonare, è capace di cantare, per ingannare. È il grande bugiardo, il padre della menzogna. Del resto le sue proposte sono tutte bugie, tutte. Purtroppo però presenta le bugie e noi crediamo. È uno sconfitto, ma si muove come vincitore”.


“Alla nostra vanità piace che pensino a noi, che ci facciano proposte... E lui ha questa capacità di sedurre. Per tale motivo è tanto difficile capire che si tratta di uno sconfitto; perché lui si presenta con grande potere: ti promette tante cose, ti porta dei regali”.

“Il diavolo è un seduttore e ci piace essere sedotti. A noi piace. E lui sa come avvicinarsi; sa quali parole dirci. Risveglia la nostra curiosità, perché siamo tutti curiosi”.


“Essendo il demonio uno sconfitto, non può promettere nulla, non può darci la speranza di costruire qualche cosa”.


“Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo la grazia di capire che il demonio è uno sconfitto: non è morto, è vivo; al limite possiamo dire che è moribondo, però è anche uno sconfitto”.


“Il primo atteggiamento per la trasmissione della fede è l’amore, un altro atteggiamento è la testimonianza. Trasmettere la fede non è fare proselitismo: è un’altra cosa, è più grande ancora. La fede si trasmette, ma per attrazione, cioè per testimonianza”.


"Questa è la sfida di un cristiano: essere fecondo nella trasmissione della fede. Ma è anche la sfida della Chiesa: essere madre feconda, partorire dei figli nella fede".

 

“Trasmettere la fede non è dare informazioni, ma fondare un cuore, fondare un cuore nella fede in Gesù Cristo. Per questa ragione trasmettere la fede non si può fare meccanicamente”.

 

"Il Signore ci dia questa consapevolezza di essere in cammino con la coscienza di essere eletto, perché il Signore ci ha eletti tutti e ognuno di noi. Un cammino da percorrere, per essere più fedeli perché Lui è fedele".


"Per i cristiani il cielo non è astratto o lontano ma è l'incontro da persona a persona con Gesù che, mentre noi siamo in cammino, ci aspetta e prega per ciascuno di noi".

 

Categoria: Papa Francesco