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Ai fedeli della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí (Paraguay)

 

Miei cari amici,

nella seconda lettura della liturgia di domenica 30 agosto, leggiamo che san Paolo, nella sua Lettera ai Romani, ci esorta con queste parole:

“Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rm 12, 2).Homilia 31 28 08 2020 1 it

Per comprendere nel suo autentico significato questa esortazione dell’apostolo Paolo, dobbiamo penetrare nel cuore della Bibbia.

Il mondo fu creato in Cristo e, dunque, era buono. Fin da Adamo, con il peccato, esso si è sempre più allontanato da Dio, cosicché a giusta ragione “mondo” ebbe il significato di “inimicizia a Dio” e di “essere votato alla rovina”. Culmine della sua malvagità fu la crocifissione del suo Signore. Cristo venne in questo mondo come sua luce per salvarlo. Ma dato che ciò doveva comportare che fosse mostrato al mondo il suo vero volto, che è tenebre, e il mondo non poteva sopportare questa vista, esso respinse il suo Salvatore e così si giudicò da se stesso. Al mondo, la sapienza misericordiosa di Dio gli sembrò follia; ma a coloro i quali trovarono in Gesù la loro salvezza, la croce è la massima scoperta dell’amore di Dio. Perciò i discepoli di Gesù vivono in questo mondo, ma non vivono di questo mondo, proprio perché essi già adesso fanno parte del “mondo celestiale” e non vivono al modo di questo mondo.

In questi giorni, nel mondo del nostro Paraguay, abbiamo letto notizie su avvenimenti che producono grande tristezza.

Fin dalla mia prima omelia nel tempo del Coronavirus, ho difeso con forza le misure del Governo e vi ho invitato a fare altrettanto, attraverso la stretta osservanza dei suoi decreti. E continuo a farlo.

Ma non posso tacere quando leggo che queste stesse misure sono disattese da alcune persone che dovrebbero osservarle, non solo per dare il buon esempio a tutta la cittadinanza in quanto autorità pubbliche, ma anche perché sono cittadini come gli altri, cittadini della Repubblica del Paraguay, la cui Costituzione proclama solennemente, nel suo articolo 47 § 2, l’uguaglianza di tutti gli abitanti della Repubblica davanti alla legge.

A tal fine esiste il potere giudiziario che in uno Stato democratico deve essere indipendente dagli altri poteri, come proclama l’articolo 248 della nostra Costituzione.

Naturalmente, i processi si svolgono con tutte le garanzie della legge e “nel processo penale, o in qualsiasi aHomilia 31 28 08 2020 3ltro da cui possa derivare una pena o una sanzione, ogni persona ha diritto alla presunzione d’innocenza”, come proclama la nostra Costituzione all’articolo 17 § 1.

Per questo, denigrare pubblicamente non dà nessuna garanzia e porta a processi di piazza sottomessi a differenti forme di potere: alla fine vince chi grida più forte, manipolando l’opinione pubblica, e non chi ha ragione giuridica.

Pertanto, lo ripeto ancora una volta, non compete a me dare alcun giudizio.

Se parlo è perché causa tristezza vedere l’inutile ostentazione di ricchezza e di potere.

Questa è un’offesa a coloro che soffrono per la mancanza di lavoro e di assistenza medica. E non si può stare sempre a organizzare mercatini e lotterie varie per poter raccogliere il minimo necessario che serve per curare una qualsiasi malattia. Per non parlare dei lunghi tempi di attesa per un esame clinico.

Attenzione! Nell’uso o abuso del potere, e nell’ostentazione inutile e senza senso della ricchezza, se si supera un limite, si provoca una rottura non più sanabile del contesto sociale e dell’unità nazionale.

Dopo, sarà inutile parlare della famiglia paraguaiana e pensare che il popolo sia così privo di dignità che con due birre e un pezzo di arrosto tutto torni come prima.

Questa pandemia sta portando alla luce i frutti di decenni di politica clientelare e la mancanza di una visione politica a lungo termine.

Non ci vorrà molto che, come nella fiaba di Hans Christian Andersen, un bambino smonti la farsa e gridi con stupore e insistenza: “Il re è nudo!”.Homilia 31 28 08 2020 2

Questo bambino grida contro quella grande montatura dello Stato clientelare che tutti vedono e che tuttavia accettano, perché la dipendenza è più facile e costa meno della responsabilità.

Solo chi non sa entrare nei complessi meccanismi della macchina dello Stato pensa che il problema si risolva con la sostituzione di un ministro.

Il problema, in realtà, tocca le stesse radici della nostra esistenza e della nostra convivenza sociale, ciò che chiamiamo il problema del senso della vita.

Per questo, se non vogliamo entrare in un vicolo cieco, torniamo alle parole di san Paolo ai Romani: “Non conformatevi a questo mondo”.

Lasciamo a ogni cittadino il compito di adempiere il proprio lavoro.

Trovare nuovi equilibri politici, con operazioni più o meno “gattopardesche”, è qualcosa che non mi compete.

E non è mia competenza nemmeno intervenire nel campo delle indagini giudiziarie.

A me compete solo evangelizzare.

Concludo con le parole di san Paolo VI, nella sua Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi, Esortazione definita da Papa Francesco una vera “magna carta dell’impegno missionario post-conciliare”.

“La Chiesa – scrive san Paolo VI – evangelizza allorquando, in virtù della sola potenza divina del Messaggio che essa proclama, cerca di convertire la coscienza personale e insieme collettiva degli uomini, l’attività nella quale essi sono impegnati, la vita e l'ambiente concreto loro propri. Per la Chiesa si tratta di raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell’umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza” (nn. 18-19).

 

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In occasione della festa di santa Rosa da Lima, Patrona dell’America Latina, desidero ricordare tutti i fHomilia 31 28 08 2020 4edeli della capilla Santa Rosa de Lima e invio il mio saluto e ringraziamento, per il lavoro che svolgono con grande generosità, ai Coordinatori, la sig.ra Margarita Oliveira de Sanabria e il sig. Ramón Alejandro Cantero Aguilera.

Di santa Rosa da Lima sottolineiamo che è la prima tra i santi nati in America Latina ad essere elevata agli onori degli altari.

Di lei, come insegnamento per tutti noi, ricordiamo il suo instancabile servizio ai poveri, specialmente agli indigeni, e il suo anelito missionario.

Preghiamo affinché interceda per tutti noi e, in particolare, per i più emarginati e bisognosi, soprattutto in questo tempo di grande difficoltà per la pandemia del COVID-19.

E che la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

Amen.

Don Emilio Grasso

 

 

 

29/08/2020

 

Categoria: Omelie e discorsi