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Ai fedeli della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí (Paraguay)

 

Miei cari amici,

dicevo in una delle mie ultime Omelie che purtroppo dobbiamo constatare che la pandemia ha evidenziato la miseria etica e intellettuale della nostra politica in Paraguay.Homilia 66 22 05 2021 1

Siamo chiamati a non abbandonare la politica nelle mani di coloro che guardano solo al senso particolare e, quindi, sono nemici di tutti e amici solo di se stessi.

Dobbiamo pensare a come sarà la politica in Paraguay, quando usciremo dal tunnel della pandemia.

Disinteressarsi dei grandi problemi del Paese e non dare ad essi una risposta politica, vuol dire pensare solo a se stessi, pensare come chi rifiuta e nemmeno vede i suoi fratelli, soprattutto i più indifesi.

Il rapporto tra fede e politica, tra Chiesa e Stato, tra divino e umano affonda le sue radici nel mistero del Verbo incarnato, nel quale e attraverso il quale noi abbiamo accesso alla comprensione della vita intima di Dio.

Per affrontare con chiarezza le questioni, anche quelle apparentemente più insignificanti della vita quotidiana, dobbiamo ripartire sempre da Cristo Signore.

Uno dei punti cardine di questa relazione lo troviamo affermato nel Concilio di Calcedonia, laddove viene formulato il dogma cristologico.

Il dogma del Concilio di Calcedonia ha definito che in Cristo coesistono la natura umana e quella divina, integre e complete, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili.

Da questa verità dogmatica si deduce che le piaghe del popolo oppresso e crocifisso sono le piaghe dello stesso Figlio di Dio, Homilia 66 22 05 2021 2anche in forza di quanto chiaramente afferma il documento conciliare Gaudium et spes e, cioè, che “con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo” (n. 22).

La verità dogmatica insegnata a Calcedonia comporta, come conseguenza, che il problema degli oppressi e dei crocifissi nel mondo è problema di Cristo e, quindi, la Chiesa non può non proclamare ad alta voce, senza arrossire o stancarsi, che l’emarginazione dell’uomo le appartiene, perché appartiene al suo Dio.

Sollevare da parte della Chiesa il problema dell’emarginazione dei poveri è una questione cristologica.

A tale questione va data una risposta che dipende dalla conoscenza scientifica delle situazioni e richiede, allo stesso tempo, un approccio multidisciplinare che tende a ricercare il punto di convergenza tra le differenti soluzioni e il libero consenso che si forma di volta in volta attorno ad esse.

Se la questione concerne il corpo del Signore e come tale è normativa, la risposta riguarda la politica e come tale è soggetta a un pluralismo di possibilità.

La Chiesa, con la sua missione, non agisce direttamente sul piano economico, tecnico, politico; non contribuisce materialmente allo sviluppo, ma essenzialmente offre ai popoli un’evangelizzazione sempre più profonda, risvegliando le coscienze per mezzo del Vangelo. Essa apporta il suo contributo proclamando la verità su Cristo, su se stessa e sull’uomo, applicandola a una situazione concreta (cfr. Redemptoris missio, 58).

Di fronte alle conseguenze tragiche dell’emarginazione dei deboli, la Chiesa confessa la sua povertà nell’indicare soluzioni politiche, ma non rinunzia a proclamare la Verità della scelta per gli ultimi come lo scandalo su cui ogni uomo, nella sua libertà e responsabilità, è chiamato a confrontarsi.

Il fatto che la Chiesa si professi povera di soluzioni non vuol dire che rinunzi a indicare l’orizzonte escatologico verso cuiHomilia 66 22 05 2021 3 it è in marcia.

Qualsiasi soluzione sarà sempre parziale e provvisoria, e deve essere sottoposta alla critica del Vangelo che chiama tutti ad andare sempre oltre ogni realizzazione.

Nessuna soluzione riuscirà mai a dare ragione, in maniera esaustiva, della questione cristologica. Sin dall’inizio dobbiamo liberare il campo dall’illusione che la politica generi salvezza.

La politica è impegno d’incarnazione, nel tempo, di valori che, di per sé, trascendono sempre ogni possibile realizzazione. È la costruzione della città degli uomini, città sempre precaria, caduca, suscettibile di perfezionamento e, quindi, di critica e di giudizio. È il campo nel quale le strade non sempre sono uniche, chiare, asfaltate, sicure. È l’arte della mediazione e anche dei compromessi.

La politica si nutre del dubbio e dell’ascolto degli altri. Non demonizza nessuno. Usare categorie religiose per parlare di fenomeni economici e politici è fuorviante e indica che si vuole evitare lo sforzo e la fatica della ricerca, dello studio, del rischio di scendere tra gli uomini per conquistare il consenso.

In politica non si può intervenire senza la preparazione specifica, senza la conoscenza della storia, dell’economia, delle scienze finanziarie, della sociologia, di tutto ciò che ci aiuta a comprendere l’uomo e a servirlo nel tempo.

I credenti, senza dubbio, devono fare una certa azione politica. Non come Chiesa, ma come uomini che hanno ricevuHomilia 66 22 05 2021 4to il messaggio d’amore e sanno che debbono servire i fratelli, anche costruendo strutture più umane. Ma questa azione sarà la nostra contraddizione, il nostro drammatico vivere, pur sapendo che dobbiamo farla e sapendo anche che non sarà la politica che ci salverà e che salverà il mondo.

Chi ci salva è Cristo e non le nostre opere. Guai a noi se non agiamo ed anche se crediamo che queste opere ci salvino! E soprattutto guai a noi, se ci sottraiamo a questa tensione tra fede e opere, tra preghiera e azione, tra eterno e tempo, tra Chiesa e mondo, tra Regno di Dio e Chiesa!

Non dobbiamo sottrarci, ma assumere questa tensione e continuamente depositarla là dove tutto è ricapitolato, sanato, compreso, ricomposto, unito, salvato: nel calice del Sangue di Cristo, calice della nuova e definitiva alleanza, Sangue che ci purifica, rinnova, redime, affratella, riunisce, riconcilia, c’immette nella vita stessa di Dio e ci divinizza.

E che la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

Amen.

 

Don Emilio Grasso

 

 

 

22/05/2021

 

Categoria: Omelie e discorsi