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Ai fedeli della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí (Paraguay)

 

Miei cari amici,

più volte ho ripetuto, e continuo a ripetere, che i rapporti politico-sociali sono un riflesso e il risultato dei nostri rapporti personali e familiari.Homilia 67 29 05 2021 1

In questi giorni, in Paraguay, viviamo non solo il dramma dell’aumento del numero di contagiati e di morti a causa del COVID-19, ma anche il collasso del sistema sanitario pubblico.

Non spetta a me entrare in un’analisi delle diverse responsabilità e nemmeno amo quei discorsi demagogici fatti solo per apparire come difensori del popolo, che in realtà non servono a nulla, perché parlano a tutti per non parlare a nessuno.

Per me, e ripeto sempre le stesse cose, se io e coloro che stanno intorno a me non cambiamo, andando ogni volta di più oltre in questo movimento di cambiamento, qualsiasi discorso che facciamo rimane solo un discorso pieno di suoni vuoti di contenuto, che lascia la realtà così come l’abbiamo trovata e, molte volte, anche peggio. Cambiano i nomi e, a volte, il colore della camicia che s’indossa, ma nella sostanza siamo sempre allo stesso punto di partenza.

Senza un cuore purificato e un’intelligenza illuminata nulla cambierà.

Ora torniamo al dramma che il popolo sta vivendo a causa della crisi del sistema sanitario pubblico. È uno scandalo che grida vendetta al cospetto di Dio il fatto che si muoia per mancanza di farmaci e di strutture ospedaliere, nonostante il grande sforzo e la grande generosità e professionalità del personale sanitario.

La salute è un bene primario e non possiamo ricordarcene solo quando ne abbiamo bisogno per una grave urgenza. Né si può programmare una politica della sanità pubblica sulla base di regali e regalini che arrivano dall’estero.

Qui troviamo il punto di congiunzione tra il cambiamento personale-familiare e il cambiamento politico-sociale. Vi è un nesso tra il personale e il politico: il personale è politico e il politico è personale.

Permettetemi ora di raccontare una celeberrima favola di Esopo, una favola di profonda saggezza che potrebbe essere letta come commento di quanto scrive san Paolo ai cristiani di Tessalonica: “Chi non vuole lavorare, neppure mangi” (2Ts 3, 10).

Questa è la favola di Esopo:

Per tutta l’estate, una cicala si dedicò a cantare e a giocare senza preoccuparsi di nulla. Un giorno, vide passare una formica con un enorme chicco di grano da depositare nel suo formicaio.Homilia 67 29 05 2021 2

La cicala, non contenta di cantare e giocare, cominciò a deridere la formica e le disse:

– Come sei noiosa, smettila di lavorare e pensa a divertirti!

La formica, che vedeva sempre la cicala riposare, rispose:

– Sto conservando delle provviste per quando arriverà l’inverno; ti consiglio di fare lo stesso.

– Beh, io non mi preoccupo di nulla – disse la cicala –, per adesso ho tutto quello che mi serve.

E continuò a cantare e a giocare.

L’inverno non tardò ad arrivare e la cicala non riuscì a trovare cibo da nessuna parte. Disperata, andò a bussare alla porta della formica e le chiese qualcosa da mangiare:

– Che cosa hai fatto durante l’estate mentre io lavoravo? – chiese la formica.

– Cantavo e giocavo – rispose la cicala.

– Beh, se cantavi e giocavi in estate – replicò la formica–, continua a cantare e a giocare in inverno.

Detto questo, chiuse la porta.

La cicala imparò a non deridere gli altri e a lavorare con disciplina.

Questa favola ha una valenza sia in senso personale-familiare sia in senso politico.

Sappiamo tutti molto bene quanto si spende per un compleanno, una festa, un divertimento qualsiasi, quanti regali dobbiamo comprare, perché ogni giorno dell’anno è dedicato a una persona o a un evento.

Per fare solo un esempio, prendiamo alcune ricorrenze dell’anno dedicate a celebrazioni particolari:

  1. Giornata Mondiale dello scapolo
  2. Giornata Nazionale del tereré
  3. Giornata del vestire il proprio animale domestico
  4. Giornata Internazionale della birraHomilia 67 29 05 2021 3 it
  5. Giornata Nazionale della chipa[1]
  6. Giornata Internazionale del cane randagio
  7. Giornata del professionista della grigliata paraguaiana
  8. Giornata dell’apprezzamento del gatto nero
  9. Giornata Internazionale del gelato
  10. Giornata del digiuno volontario

Chi studia scienze politiche conosce molto bene l’antico adagio panem et circenses.

Panem et circenses, che tradotto significa: “Pane e giochi del circo”, è una locuzione latina spregiativa di uso corrente che descrive la pratica di un governo che, per mantenere tranquilla la popolazione o coprire fatti discutibili, elargisce alle masse generi alimentari e intrattenimenti di bassa qualità e con criteri assistenzialisti.

La frase, coniata nel I secolo dal poeta romano Giovenale, descriveva l’usanza degli imperatori romani di regalare grano e l’ingresso ai giochi del circo, come modo per distogliere il popolo dalla politica.

Oggi equivarrebbe a “pane e calcio”, “pane e divertimento”, eccetera.

Sarebbe interessante fare una riflessione profonda e disinteressata, libera da calcoli di ricerca del potere, su quante ore di scuola seria, di educazione e di cultura, perdono i giovani a causa delle prove per le parate studentesche e per i tornei di calcio. Quanto denaro devono spendere le famiglie per questi giochi e queste parate studentesche!Homilia 67 29 05 2021 5

Se il personale-familiare non cambia, non cambierà nemmeno il politico.

Se noi sul piano personale non siamo capaci di pensare al futuro, come fece la formica di Esopo, non sapremo nemmeno farlo sul piano politico.

Non c’è dubbio che questa pandemia ha scoperchiato la pentola di una politica priva di una visione a lungo termine: una politica in cui vi è la preoccupazione della ricerca del potere per il potere, e non del potere per realizzare un programma, un progetto per il bene comune di tutti i cittadini, privilegiando le generazioni future.

Se io non voglio cambiare, non ho il diritto di pretendere che la società cambi. E se aspetto che arrivi l’Eroe massimo, l’Io supremo, per arrivare alla tierra sin mal[2], allora ho già rinunciato alla mia libertà e dignità di uomo.

Che Colui che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza ci conceda il dono della sapienza, affinché comprendiamo che non posso mai separare la mia salvezza personale da quella di tutto il genere umano, perché il Padre mio è lo stesso che invoco chiamandolo Padre nostro.

 

Separador Frase Papa

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In occasione della festa patronale della capilla Santa María Virgen de la Victoria, invio i miei cordiali saluti a tutti i fedeli di questa capilla e, in particolare, alla Coordinatrice, la sig.ra Rosa Estigarribia de Godoy.

Prego affinché Santa Maria Vergine della Vittoria conceda pace a questo quartiere, soprattutto dopo i gravi avvenimenti criminali che abbiamo vissuto ultimamente.

Un saluto alla Polizia del 5º Commissariato di Ypacaraí, e un invito pressante affinché, con la sua professionalità e le sue capacità, agisca per la sicurezza di tutti i cittadini.

E che la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

Amen.

 

Don Emilio Grasso

 

 

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[1] Alimento tipico del Paraguay.

[2] La tierra sin mal, el Héroe máximo ed el Yo Supremo sono elementi dell’antropologia e della storia del Paraguay.

 

 

 

29/05/2021

 

Categoria: Omelie e discorsi