Presentiamo il libro di Chiara Piaggio, L’Africa non è così. Cronache da un continente frainteso, pubblicato da Einaudi nel 2025, che aiuta a liberarsi delle false immagini che si hanno dell’Africa, senza offrirne subito una sostitutiva, lasciando al lettore l’impegno di approfondire per conoscere la realtà in tutta la sua complessità e nelle sue sfumature.

È un libro che si legge d’un fiato, scritto in stile di reportage giornalistico, ricco di fonti citate, che si rifà soprattutto ad un vissuto personale di viaggi di lavoro dell’autrice, Chiara Piaggio, in diversi Paesi dell’Africa subsahariana, e che si è alimentato anche della letteratura africana, e soprattutto di dialoghi profondi, sia con intellettuali che con persone semplici dei villaggi.

 

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La complessità del continente africano

Rimettere al centro la complessità dell’Africa è il merito principale di questo libro. Non vi è una sola Africa, una sola cultura, un’unica traiettoria storica, ma più “Afriche”, una molteplicità di culture, di tradizioni e percorsi verso la modernità.

Vi sono, certo, tratti comuni, ma le semplificazioni non aiutano a capire i 54 Paesi del continente (riconosciuti dalle Nazioni Unite) e a collocarsi correttamente di fronte ad essi, che si estendono su un territorio immenso con caratteristiche storiche, geografiche e climatiche diverse.

Scrive l’autrice:

“Sì, l’Africa è un continente immenso. Eppure, ogni volta che se ne parla, ci si trova a fare i conti con la tentazione di darle un volto unico. L’Africa povera. L’Africa resiliente. L’Africa violenta. L’Africa migrante. L’Africa che ride nonostante tutto. Parlare di Africa vuol dire addentrarsi in un terreno minato di rappresentazioni che hanno trasformato il continente nel luogo prediletto dei fraintendimenti” (p. X).

Sottolinea Chiara Piaggio che, nonostante le immagini e gli stereotipi colonialisti sull’Africa siano ormai alle nostre spalle, l’eco della vecchia costruzione gerarchica delle società e culture permane.

Le semplificazioni vanno rifiutate perché portano, in ogni caso, a considerare l’Africa un’idea e non una realtà fatta di luoghi e di persone.

L’Africa, che nel passato fu giudicata dall’Occidente da civilizzare e redimere, oggi invece è a volte esaltata persino come “culla del futuro”, ignorando tutte le contraddizioni in cui essa si dibatte per costruire il suo avvenire.

Cercare di riflettere e comprendere il continente senza pregiudizi e senza romanticismi, è lo sforzo che l’autrice cerca di compiere e al quale invita incessantemente i lettori.

Laboratorio di cambiamenti veloci

L’autrice cerca allora di ripercorrere la storia del continente nel suo rapporto con l’Occidente che non è certo facile da archiviare, non solo per le profonde ferite storiche e culturali inferte dalla pagina dolorosa della tratta degli schiavi. Basti pensare al colonialismo con le sue spartizioni territoriali, fatte intorno ad un tavolo con un righello in mano: fu tenuto conto al massimo delle barriere naturali, ma non delle entità etnico-politiche, provocando conseguenze sociopolitiche ancor oggi presenti con conflitti anche armati.

Chiara Piaggio cerca di presentare, poi, alcuni aspetti del laboratorio di cambiamenti veloci dell’Africa con tutte le potenzialità e gli ostacoli. Propone all’attenzione innanzitutto l’incremento demografico: secondo le Nazioni Unite, di fronte alla vecchia Europa, si prevede che l’Africa nel 2050 avrà metà della sua popolazione con meno di ventisei anni (p. 5). Un’Africa che può essere senz’altro foriera di speranza, ma anche di tensioni ed estremismi, se non si offrono ai giovani possibilità di evolversi e di esprimersi.

L’autrice, dopo aver descritto la condizione dei giovani, ampiamente scolarizzati ma senza prospettive di lavoro, che si riversano nel settore informale e nell’arte di arrangiarsi, analizza l’esplosione delle loro proteste di fronte ai governi gerontocratici e inamovibili che dominano ancora molti Paesi.

Per i giovani, come per altri aspetti dell’Africa, non si può generalizzare. Vi sono certo alcuni tratti importanti che li accomunano quali l’accesso alle tecnologie che dà loro più possibilità di raccontarsi e di riconoscersi. Ma ciò rende tale gioventù anche più consapevole “della distanza fra ciò che le viene promesso e ciò che realmente le spetta mentre avanza con un piede nella globalizzazione e l’altro intrappolato nella polvere delle contraddizioni politiche. Né vittime né eroi della modernità, sono – o almeno mi sembrano – figli di un’epoca ambigua, che li celebra e li ignora allo stesso tempo” (p. 52).

I giovani cercano nelle grandi città possibilità di lavoro, di specializzazione o semplicemente di sopravvivenza.

Accanto alla prevalenza della popolazione giovanile, infatti, s’impone all’attenzione il fenomeno dell’esodo rurale e dell’urbanizzazione, della costruzione di megalopoli, che assimilano le periferie, che crescono senza alcuna pianificazione.

Questa urbanizzazione che è in piena espansione caratterizza oggi particolarmente i Paesi africani. In primo piano non vi è più l’Africa dei villaggi, dell’autenticità culturale, ma le grandi città dei numerosi contrasti, ad esempio, fra i poveri delle bidonvilles immense e i ricchi dei quartieri chic. Tali megalopoli – pur marcate da disservizi di ogni genere, dal pullulare di mercatini di strada e mestieri improvvisati, da strade dissestate e ingolfate dal traffico – esprimono grande vivacità artistica.

L’autrice presenta alcune proiezioni statistiche:

“Entro il 2050 si prevede che le città africane avranno 950 milioni di abitanti in più: numero superiore all’attuale popolazione europea. E diversi studi prevedono che entro il 2100, tredici delle venti più grandi megalopoli al mondo saranno in Africa” (p. 29).

Ma anche in questo campo, l’autrice non cade nella generalizzazione, scegliendo di presentare invece qualche città in particolare, come Accra, capitale del Ghana. Accra non è la più grande (circa 4 milioni e mezzo di abitanti), ma è quella che la Piaggio ha visitato più regolarmente; ne presenta le carenze strutturali e le contraddizioni come i quartieri nati intorno alle discariche di rifiuti elettronici riversati dall’Occidente. Ce ne mostra anche le trasformazioni e lo stato di cantiere permanente.

Un capitolo interessante di questo volume, inoltre, è quello sugli aiuti umanitari e dei progetti sociali dei vari enti per l’Africa. Avendo lavorato nel settore, lo sguardo dell’autrice ne descrive in modo equilibrato la parabola storica in modo critico, con i suoi aspetti positivi innegabili, ma anche con le sue zone d’ombra. Viene messo in rilievo come i destinatari degli aiuti si adattino alle aspettative delle organizzazioni, dicendo quello che si vuole ascoltare da loro sulle proprie condizioni di povertà e sull’impatto degli aiuti (p. 123).

Per un incontro con volti concreti

“L’Africa non è così...” è un libro che riteniamo utile anche per coloro che sono interessati alla missione ecclesiale in Africa, in quanto sgombra il campo da tante false proiezioni e semplificazioni che si hanno ancora sul continente: dall’idea confusa di terra dalla natura incontaminata da preservare, di riserve da visitare come turisti, ai pregiudizi sugli africani, purtroppo alimentati in passato anche da una certa propaganda missionaria.

Come missionari, ci possiamo riconoscere nelle descrizioni di quest’Africa dai mille aspetti, condividendone l’approccio dinamico delle culture e l’insistenza da parte dell’autrice sulla complessità e le letture non riduttive del continente.

D’altronde, dal nostro punto di vista, radicato particolarmente nel contesto del Camerun, abbiamo sperimentato la necessità di situare storicamente e antropologicamente in modo corretto le popolazioni fra cui viviamo, ma soprattutto quella d’incontrare con cuore aperto dei volti concreti.

La vera conoscenza viene da studio ed empatia, ma soprattutto dalla condivisione del Vangelo che ci rende fratelli e amici, che invita e provoca tutti a un superamento dei limiti insiti in ciascuna persona e cultura, per incontrarci profondamente e contribuire a costruire la realtà nuova del Regno di Dio.

Antonietta Cipollini

 

 

 

12/04/2026