Scritti di Emilio Grasso

 

Passione per l’uomo della Chiesa d’Algeria

 

Quando Myrian entrò in chiesa per la prima volta aveva pochi mesi. Entrò per ricevere il Battesimo, poi rientrò poche altre volte e, infine, non mise quasi più piede nella “casa del Signore”.

 

In ricordo di don Divo Barsotti

 

Esiste un’espressione molto bella e carica di amore entrata nel linguaggio ecclesiale e che ha costituito o costituisce l’impegno quotidiano, a volte anche fino alla morte, di molti e autentici seguaci del Signore.

 

La nascita di Gesù è un mistero che riguarda ogni cristiano, il quale, così come Maria, ha ricevuto una Parola che non può rimanere solo una parola, ma deve arrivare a farsi carne e sangue, fatto concreto, qualcosa che si può toccare e vedere. La Parola costruisce sempre qualcosa. Gesù è la Parola fatta carne che ha vissuto tra gli uomini.

 

Ogni mese di dicembre e inizio dell’anno nuovo comincia il tempo delle favole dolciastre per bambini che non crescono e per coloro che riducono il Natale al giorno in cui si spende e si consuma il massimo possibile, unendo queste soddisfazioni carnali a qualche limitata opera generosa che ci fa sentire più buoni e ci permette così di poter saziare i nostri desideri senza inquietanti rimorsi di coscienza.

 

La promessa è l’intenzione manifestata in modo libero e spontaneo da un soggetto di obbligarsi a compiere un’azione nel futuro.

 

Non vi è dubbio che uno dei grandi profeti del nichilismo moderno, della nostra società liquida, sia Friedrich Nietzsche. Egli intravede le conseguenze di una società senza fondamenta e senza valori, dove il senso ultimo del nostro agire lo si ritrova nell’agire stesso e in cui tutto è relativo e indeterminato, mentre la fedeltà è svuotata di senso.