La leggenda della Ykuá Bolaños

 

Luis de Bolaños, frate spagnolo dell’Ordine dei Frati Minori, fu uno dei fondatori del sistema delle Riduzioni negli attuali territori del Paraguay e dell’Argentina.

Si deve a lui una delle prime opere in lingua guaranì scritta da un europeo: il Catecismo Breve. Infatti, Luis de Bolaños è considerato il primo ad aver evangelizzato gli indigeni guaranì, che abitano una grande parte del territorio paraguaiano, dopo aver fondato Caazapà.

Era la fine del 1606, quando Bolaños arrivò a Caazapà. Nei riferimenti storici si intreccia la fondazione dell’insediamento con la leggenda della Ykuá Bolaños, di cui egli è il protagonista.

Ykuá (in guaranì, sorgente) fa parte dell’identità culturale e tradizionale della comunità di Caazapá.

La leggenda racconta che, in quell’epoca, il luogo era devastato da una terribile siccità che durava da sette anni. Nei primi giorni di gennaio del 1607, fra’ Luis de Bolaños si addentrò fino al luogo dove oggi si trova la Ykuá e lì incontrò indigeni aggressivi, che tentò di evangelizzare, parlando loro di Dio.

Questi lo circondarono e, in tono minaccioso, pretesero una prova del potere del Dio in nome del quale parlava, dicendogli in lingua guaranì: “Se è vero che il tuo Dio esiste, vogliamo vedere un suo miracolo: fai sorgere qui l’acqua o morirai a frecciate”.

Di fronte alla minaccia, Bolaños esplorò il suolo con il suo bastone di legno finché, alzando lo sguardo al cielo e pregando, disse: “Alza questa pietra e l’acqua sgorgherà”, indicando una pietra vicina. Un indigeno alzò la pietra toccata da Bolaños con il suo bastone e l’acqua sgorgò. In tal modo Bolaños e i suoi accompagnatori si salvarono.

La sorgente, nota come la Ykuá Bolaños e dalla quale ancor oggi sgorgano acque cristalline, è diventata una sosta obbligata, un luogo al quale accorrono i nativi e i turisti che visitano Caazapá (capoluogo del dipartimento che porta lo stesso nome, situata a 230 chilometri a sud-est di Asunción), soprattutto durante le feste patronali di gennaio.

La leggenda che narra come frate Bolaños avesse dissetato, tramite un miracolo, gli indigeni che lo avevano sfidato a chiedere acqua al “suo Dio”, dopo anni di siccità, si è nutrita, con lo scorrere del tempo, del misticismo che via via le hanno conferito gli abitanti del luogo, che parlano di un vero elisir dell’amore eterno.

Dicono che Caazapá è la terra dell’incantesimo, della magia. Se vengono persone da fuori che attingono l’acqua dalla Ykuá, indubbiamente torneranno di nuovo nella città, e se un fidanzato la beve dallo stesso bicchiere o dalla stessa mano della sua amata, i due si sposeranno.

Cercando l’amore eterno

Un sentiero ripido, che si snoda in gradini di roccia, fiancheggiato da frondosi alberi, conduce alla sorgente il cui accesso è libero.

L’acqua che sgorga dalla Ykuá trova uno sbocco naturale in una specie di grotta, in cui si può osservare un murale colorato, con i personaggi in bassorilievo, che ricrea la scena nella quale Luis de Bolaños fa sgorgare il liquido vitale toccando le rocce con il suo bastone, mentre è osservato dai nativi.

Per arrivare fino alla sorgente, i visitatori devono passare su una passerella sospesa tra le rocce.

Ogni anno centinaia di persone visitano la Ykuá Bolaños e sostano in lunghe file per rinfrescarsi e bere alcuni sorsi delle sue acque cristalline: alcuni per devozione, altri per curiosità o, semplicemente, in cerca del pregiato e sognato amore eterno…

Gladys Carmen Méndez Alcaraz

 

 

 

14/01/2020