Silvia e Silvana, due sorelle gemelle di 72 anni rimaste vedove, vivono a Roma in quartieri diversi.
Cresciute in una zona vicina alla stazione Tiburtina, hanno ricevuto un insegnamento che, a casa, a scuola, in parrocchia,
convergeva, in collaborazione, in un’unica direzione. Questo percorso le ha condotte, passo dopo passo, a tradurre il Vangelo soprattutto attraverso l’impegno caritativo.
Da adolescenti, pur essendosi trasferite dall’altra parte del Tevere, Silvia e Silvana dedicavano la domenica, con gli amici del Tiburtino, ai disabili ospitati presso l’Istituto Don Guanella.
Sposatesi rispettivamente con Daniele e Franco, non hanno avuto figli. Solo Silvana, nel 1989, è riuscita ad adottare una bambina proveniente dal Brasile, che oggi vive nei dintorni di Roma e sta costruendo la propria famiglia.
Silvana
Inserita nel mondo del lavoro, Silvana ha scelto di licenziarsi, senza aspettare l’età per la pensione di vecchiaia, lasciando il Centro commerciale dove era impiegata. “Voglio dedicarmi in maniera più piena – diceva –, alla vita della Casa della Carità della Magliana, dove vivo”.
La Casa della Carità è un’istituzione del ’900 fondata da don Mario Prandi nella diocesi di Reggio Emilia. Legata alla parrocchia, accoglie persone abbandonate, rimaste sole o povere con disabilità, persone che vengono chiamate “gli ospiti”.
Oltre alla vita ordinaria di famiglia, Silvana ha sostenuto il marito nel suo lavoro di psicoterapeuta. Franco si è dedicato con grande impegno sia all’attività in studio, a diretto contatto con i pazienti, sia a incontri occasionali per strada, lasciandosi coinvolgere in situazioni difficili e talvolta estremamente complesse.
Con generosità, aiutata in questo anche da sua sorella Silvia, Silvana ha permesso a Franco di dedicarsi pienamente al suo lavoro, soprattutto nella compagnia teatrale, formata da alcuni pazienti, cercando con questa terapia, riconosciuta e apprezzata in più occasioni dal Comune di Roma, di tirarli fuori dalla loro condizione.
Ciò che distingue Silvana è la dedizione costante agli “ospiti” della
Casa della Carità, come aveva promesso. Oltre alle incombenze quotidiane – cucinare, accudirli, offrire compagnia – li accompagna nei periodi estivi di vacanza, con spostamenti impegnativi poiché molti sono costretti sulla sedia a rotelle, a una settimana di ritiro a Pietravolta, in provincia di Modena, e alla giornata del 15 ottobre, festa di tutte le Case della Carità, sparse soprattutto nell’Italia del nord, che si radunano a Reggio Emilia. Quest’ultima è un’esperienza estenuante: si parte in pulmino la mattina da Roma e si rientra lo stesso giorno, arrivando a casa soltanto verso le due o le tre di notte.
Non va dimenticato che, quando le suore si assentano da Roma per le loro iniziative comunitarie, Silvana si trasferisce a vivere per alcuni giorni insieme agli ospiti della Casa. Sebbene negli ultimi tempi abbia ridotto la sua presenza, continua a svolgere questi servizi con una profonda religiosità che da sempre la contraddistingue.
Silvia
È la stessa religiosità, autentica e mai bigotta, che accompagna anche la vita di sua sorella Silvia.
Silvia, molto attiva nel quartiere vicino a Monte Mario dove vive, non si è mai rinchiusa in casa. Come la sorella, ha sempre voluto restituire tutto quello che di buono ha ricevuto, soprattutto agli anziani che non hanno più nessuno e che possono contare soltanto sulla generosità di qualcuno. Li accompagna alle visite mediche, li contatta ogni giorno per offrire compagnia e conforto e si impegna anche in tante altre attività che loro non riescono più a svolgere.
Un giorno, quando una delle anziane che non aveva nessuno era in fin di vita, la badante che la assisteva, spaventata, se ne andò. Silvia allora si trasferì da lei e rimase al suo fianco fino a quando si spense, facendole sentire, giorno e notte, quella presenza discreta e indispensabile di cui si ha bisogno in momenti così delicati.
È stata felice con suo marito Daniele, che ha accompagnato con amore in ogni momento, soprattutto durante la malattia che lo ha condotto alla morte. Anche in quell’occasione ha saputo offrire un esempio di grande forza e di affidamento al Signore.
Esempi di generosità e gratitudine
Silvia e Silvana, per chi le conosce, sono un esempio di generosità e un invito a vivere le beatitudini evangeliche con gioia. Insegnano che la famiglia, per quanto importante possa essere, è una realtà che non può chiudersi in sé stessa. E loro lo fanno fruttuosamente, perché la gioia che danno, la riportano in casa per ripartire, poi, per altri generosi appuntamenti.
Papa Francesco si è raccomandato di non contemplare soltanto i santi proclamati sugli altari, ma di scovarli anche nella nostra vita ordinaria, in quelle persone che conosciamo e che possono essere considerate “i santi della porta accanto”.
Non occorre cercare in chissà quali altezze: gli esempi che ci aiutano a vivere il Vangelo si trovano nella quotidianità, come dimostrano Silvia e Silvana, con la loro generosità e gratitudine.
11/01/2026