La Sacra Scrittura non parla esplicitamente dell’Assunzione di Maria. Nel Nuovo Testamento non si fa riferimento a questo avvenimento. Ci sono solo alcuni indizi, qualche pista di riflessione. La Chiesa, dopo la morte di Gesù e la sua risurrezione, avendo ricevuto lo Spirito del Signore
che le fa ricordare e cogliere nel profondo tutto quello che Gesù ha fatto, non cessa di progredire nella comprensione dei misteri rivelati.
Assistita dallo Spirito Santo, la Chiesa ha riconosciuto, nella sua saggezza divina, che quella donna che non ha mai abbandonato il Signore, nemmeno nel momento della croce e della morte, e gli è stata associata nelle sofferenze, non poteva conoscere nel suo corpo la corruzione della morte. L’intima unione di Maria con il Verbo Incarnato e Redentore non poteva terminare con la fine della sua esistenza terrena né attendere, per realizzarsi pienamente, la risurrezione finale.
Poiché la morte di Gesù è anche la morte di Maria, “come Gesù risuscitò da morte e ascese alla destra del Padre, così Maria, terminato il corso della sua esistenza sulla terra, fu assunta in cielo”[1]. Dove è il corpo risuscitato e glorificato di Gesù, lì è anche il corpo di Maria, unita al trionfo di suo Figlio risorto.
La proclamazione del dogma dell’Assunzione di Maria al cielo con il suo corpo glorificato – avvenuta con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus del 1° novembre 1950, promulgata da Pio XII, dopo una consultazione con i Vescovi di tutto il mondo, nella quale si dimostrò che questo culto esisteva già da secoli, come indica anche la data di fondazione della città di Asunción, in Paraguay, nel 1537 – segnala una stretta coerenza con la fede cristiana nella risurrezione della carne. La nostra religione non afferma semplicemente l’immortalità dell’anima, separata dal corpo, come credevano i filosofi greci. Quello che è proprio del mistero cristiano è la fede nella risurrezione della carne, vero scandalo per i greci: ascoltarono l’apostolo Paolo nell’Areopago apprezzando il suo discorso, fino a quando cominciò a parlare di risurrezione, che consideravano una favola (cfr. At 17, 16-34).
Pensare di continuare a vivere nella vita dei propri figli, nelle opere, nei libri, nel ricordo dei propri cari è pura illusione e non corrisponde al messaggio cristiano. C’è una relazione intima tra corpo e spirito. L’esperienza lo dimostra: se non si dorme si diventa nervosi; la stanchezza indebolisce la volontà; avere fame o sete fa ignorare tutte le altre preoccupazioni e una digestione difficile non permette di seguire con attenzione un discorso; la malattia determina il ritmo della giornata. Per questo, anche dopo la morte, il corpo che ha accompagnato lo spirito durante tutta la vita, aiutandolo e permettendogli di fare il bene, non può cessare di seguire il destino dello spirito.
La dottrina cristiana insegna l’unità tra il corpo e l’anima, senza però ridurre le due realtà a una sola.
Inoltre, la salvezza che il cristiano aspetta non si limita al corpo, ma comprende la creazione intera. La Chiesa contempla l’Assunzione di Maria al cielo nell’immagine che presenta l’Apocalisse della donna vestita di sole, attorniata da dodici stelle, con la luna sotto i piedi (cfr. Ap 12, 1). Questo significa che anche il sole, la luna, il cielo, le stelle, la luce e tutti gli elementi della creazione partecipano della sua glorificazione. Infatti, se uno ama, tutto gli appartiene.
“Miei sono i cieli e mia è la terra, mie sono le genti, i giusti sono miei e miei i peccatori; gli Angeli sono miei e la Madre di Dio e tutte le cose sono mie; e Dio stesso è mio e tutto per me, poiché Cristo è mio e tutto per me. Ma allora, che cosa cerchi anima mia, e che cosa domandi? Tutto questo è tuo e tutto per te”[2].
Qui si pone anche la questione ecologica. In una persona che ama veramente entra la terra intera, tutta la bellezza della natura e delle opere umane.
Il bello, ciò che ha valore, si salva. Questa è la meraviglia della nostra fede che proclama la risurrezione della carne e la vita eterna. Per questo l’insegnamento che deriva dall’Assunzione della Vergine Maria è l’insegnamento dell’amore eterno.
Emilio Grasso, Maria. Figlia, Sposa e Madre della Parola,
EMI (Mosaico della Missione 7), Bologna 2015, 56-58.
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[1] Benedetto XVI, Angelus, 15 agosto 2006.
[2] Giovanni della Croce, Avvertimenti spirituali, 1. Detti di luce e di amore. Orazione dell’anima innamorata, 27, in Giovanni della Croce, Tutte le opere. A cura di P.L. Boracco, Bompiani, Milano 2010, 115.
11/08/2024