Ai fedeli della parrocchia Sagrado Corazón de Jesús di Ypacaraí (Paraguay)

 

Miei cari amici,

ogni anno, nei giorni che precedono la Solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, migliaia e migliaia di paraguaiani si recano in pellegrinaggio al Santuario di Caacupé per rendere il loro omaggio alla Vergine Maria.Homilia 41 13 11 2020 1

Il fatto che, quest’anno, tutte le celebrazioni legate a questo grande evento sono state sospese, a causa del pericolo di contagi dovuto al diffondersi del COVID-19, ci chiama a una profonda riflessione perché, come ha detto Papa Francesco, da questa pandemia non usciremo uguali a come eravamo prima.

Non c’è dubbio che, con le celebrazioni in onore della Vergine di Caacupé, ci troviamo in presenza della massima espressione della religiosità popolare in Paraguay.

Adesso faccio alcune semplici osservazioni per dare un contributo in preparazione alla celebrazione di questo avvenimento, se Dio lo vuole, nell’anno 2021:

  1. Purificare la religiosità popolare e aprirla a nuovi significati vuol dire tener presente il fatto che la cultura del mondo contadino tradizionale (massicciamente presente a Caacupé) suole stabilire una relazione tra la Madre e la Terra.
    L’assimilazione della Vergine Maria al simbolo della terra non è estranea alla teologia cattolica. Grandi Padri della Chiesa, come sant’Ireneo e Tertulliano, hanno paragonato la Vergine Maria, che genera Cristo, alla terra vergine non ancora lavorata dall’uomo, da cui il Creatore plasmò Adamo.
    Questa relazione tra la Vergine Im-macolata (senza macchia) e la Terra presenta una pista di riflessione che potrebbe suggerire una precisa indicazione nella pratica pastorale.
    Nella vita cristiana non esistono separazioni o opposizioni. Come Dio non si separa dall’Uomo e nel ventre di Maria Dio e l’Uomo si uniscono nella stessa Persona del Figlio, così non possiamo separare il cielo dalla terra, la fede dalle opere, la celebrazione dalla vita, il Tempio dalla Città.
    Celebrare la Vergine Im-macolata vuol dire purificare la nostra interiorità, il nostro cuore, senza separarla dalla nostra esteriorità, dal nostro corpo.
  2. Da tutto questo nasce un’indicazione pastorale che, considerando gli aspetti sociali del dogma, abbraccia tutta l’umanità e si prende cura di lei.
    Spiegandone le motivazioni teologiche, si tratta di proclamare il rispetto verso la Madre Terra che, per noi, è rispetto di Maria, Terra di Dio.Homilia 41 13 11 2020 2
    Questo rispetto, allo stesso tempo, di Maria e della Madre Terra, concretamente, in quest’occasione, vuol dire non trasformare la strada che giunge a Caacupé nella discarica del Paraguay.
    In giorni in cui la temperatura arriva ai 40 gradi, la spazzatura che viene gettata ovunque, unita a materia fecale e liquidi organici, produce focolai di infezione e terreni di coltura del dengue.
  3. Il Documento di Aparecida ha trattato ampiamente la questione ecologica.
    Ben motivata e con un chiaro supporto teologico, tale questione può costituire un concreto programma pedagogico-pastorale nella formazione del carattere, nell’ascesi dei comportamenti, nell’indicazione di obiettivi alla portata di tutti e non solo di chi amministra il potere.
    Hanno scritto i Vescovi latinoamericani nel Documento di Aparecida:
    “Anche la creazione è manifestazione dell’amore provvidente di Dio; ci è stata data affinché ce ne prendiamo cura e la trasformiamo in fonte di vita degna, per tutti. Sebbene oggi si sia diffusa una cultura di maggior rispetto per la natura, percepiamo chiaramente in quanti modi l’uomo, ancora, minaccia e distrugge il suo habitat. ‘Sora nostra matre terra’ è la nostra casa comune e il luogo dell’alleanza di Dio con gli esseri umani e con tutta la creazione. Non prendere in considerazione le mutue relazioni e l’equilibrio che Dio stesso ha stabilito tra le cose create, costituisce un’offesa al Creatore, un attentato contro la biodiversità e, in definitiva, contro la vita” (n. 125).
    Inoltre, la questione ecologica, biblicamente e teologicamente fondata, libera i giovani da una religiosità intimista-asociale-alienante, spesso più tipica della formazione settaria che di quella cattolica che è, invece, universale, formazione che respira l’aria del cielo e della terra, della celebrazione e dell’impegno, di coloro che appartengono alla mia comunità o famiglia, ma anche di tutti coloro che vivono neHomilia 41 13 11 2020 5l nostro mondo.

Sono solo alcune indicazioni tra tante che possono aprire la massima espressione della religiosità popolare del Paraguay a una liturgia cosmica.

Teofane il Recluso, un santo della Chiesa Ortodossa Russa, la cui vita eremitica era incentrata sulla preghiera e sulla produzione di opere letterarie, scriveva che

“il cristianesimo è spirituale nel suo aspetto superiore poiché la sua essenza è la grazia; ma non è invisibile. Così i veri cristiani sono spirituali... Tuttavia, essi non sono senza carne; benché spirituali e nella maniera più alta, essi non possono non agire corporalmente”.

L’8 dicembre del prossimo anno, non fare di Caacupé il luogo più sporco del nostro Paraguay, la discarica a cielo aperto di tutto il Paese e il focolaio di infezioni e morte, potrà sembrare un impegno umile e semplice. Sarebbe il frutto di una predicazione che non vola troppo in alto con accuse e programmi che cambiano tutto per non cambiare nulla, ma senza dubbio sarebbe il segno che, come Chiesa che vive in Paraguay, abbiamo capito che non si torna più a un passato che è morto e ogni cambiamento autentico deve iniziare dalle piccole cose.

Separador Frase Papa

 

 Homilia 41 13 11 2020 3In occasione della festa patronale della capilla San Roque González de Santa Cruz, saluto con tutto il mio affetto e con tutta la mia simpatia la Coordinatrice, la sig.ra Tomasa Candia de Morel, con i suoi collaboratori, Patricia Raquel Coronel de Galeano e Walter Omar Ojeda, e tutti i fedeli della capilla.

Le capillas come le case, lo ripeto sempre, possono essere umili e povere. Povertà, però, non significa sporcizia, e dobbiamo educare al rispetto del nostro corpo e dell’ambiente in cui viviamo.

E che la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

Amen.

 

Don Emilio Grasso

 

 

 

14/11/2020