La nostra comunità di Mbalmayo ha partecipato attivamente alle diverse celebrazioni in Camerun del Giubileo della Speranza, per esempio al grande raduno nazionale per “Il Giubileo dei consacrati” a Yaoundé. A livello della diocesi di Mbalmayo, più in particolare, abbiamo preso parte ai pellegrinaggi, all’apertura solenne della Porta Santa della cattedrale e al “Giubileo dei giovani”.

 

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Questi eventi sono stati occasione di rinnovamento spirituale interiore e comunitario e di partecipazione alle gioie, alle sofferenze e alle attese del popolo fedele di Dio in cammino.

Nel nostro contesto ecclesiale, tali celebrazioni solenni vedono sempre una grande partecipazione di fedeli che manifestano la loro fede e vivono la penitenza al fine di ricevere delle grazie e accogliere le promesse di cui la Chiesa è dispensatrice. È un’espressione della ricchezza della religiosità popolare sedimentata nel cuore dei cristiani.

Questa religiosità, vissuta anche dai giovani, necessita tuttavia di unirsi alla formazione in vista di un approfondimento della fede; essa richiede inoltre di essere incoraggiata per realizzare azioni concrete di carità, per produrre un cambiamento durevole dei comportamenti e degli stili di vita.

La Bolla di indizione del Giubileo ci ha dato delle indicazioni importanti per quanto riguarda la carità verso i più poveri, alla quale abbiamo voluto introdurre soprattutto i giovani, per far entrare gli uni e gli altri nella novità dell’amore e della speranza di Gesù Cristo risorto che non delude.

Costruttori e destinatari di speranza

Un passaggio della Bolla sui giovani ha attirato in modo particolare la nostra attenzione:

“Di segni di speranza hanno bisogno anche coloro che in sé stessi la rappresentano: i giovani” (Spes non confundit, 12).

Ecco a nostro parere un invito a uscire dalla retorica che tante volte riempie i messaggi indirizzati ai giovani. Nel nostro contesto, per esempio, nei discorsi ufficiali, li si chiama spesso “la punta di diamante, l’avanguardia della nazione”, la “speranza del Paese”; eppure i giovani soffrono da diversi decenni per i molti mali sociali e, come per la maggior parte dei loro coetanei del mondo intero, per la mancanza di prospettive.

I giovani hanno, certo, il dovere di costruire l’avvenire, ma spesso si scaricano su di loro le contraddizioni pesanti del passato, per questo gli adulti non sono per essi un segno sicuro di orientamento e di speranza.

È importante sottolineare che, se i giovani sono chiamati a essere costruttori di speranza, dovrebbero esserne anche i destinatari da parte degli adulti, attraverso la testimonianza di vita di questi ultimi.

La Bolla di indizione del Giubileo, dopo aver presentato il vicolo cieco nel quale spesso s’imbattono i giovani, indica un cammino di prossimità da percorrere al loro fianco:

“Con una rinnovata passione prendiamoci cura dei ragazzi, degli studenti, dei fidanzati, delle giovani generazioni! Vicinanza ai giovani, gioia e speranza della Chiesa e del mondo!” (Spes non confundit, 12).

Ecco allora l’impegno in questo anno giubilare per la nostra comunità di Mbalmayo, a livello di partecipazione alle iniziative della Chiesa locale, ma soprattutto dell’accoglienza e della formazione dei giovani adulti, di cui alcuni sono ancora studenti e altri sono già inseriti nella vita attiva.

“Giubileo dei giovani” a Mbalmayo

La Chiesa locale di Mbalmayo, come d’altronde di tutto il Camerun, realizza un grande e lodevole impegno per l’educazione cristiana, grazie soprattutto alle numerose strutture scolastiche confessionali. A livello della diocesi vi sono anche servizi pastorali per l’accompagnamento dei giovani delle scuole pubbliche.

L’occasione del Giubileo è stata, e potrà esserlo maggiormente durante l’arco dell’anno, un’occasione preziosa per responsabilizzare i giovani, affinché essi diventino sempre più i protagonisti della pastorale loro dedicata.

A Mbalmayo, sono state numerose le iniziative diocesane già ben riuscite, quali il pellegrinaggio dei giovani con la celebrazione dell’Eucarestia al Santuario Marie, Reine de la Paix, preceduta da una settimana di attività catechetiche e culturali.

Attraverso queste ultime, in particolare, i giovani hanno espresso anche la grande ricchezza e diversità delle tradizioni culturali degli studenti che frequentano gli istituti scolastici di Mbalmayo, una vera città studentesca.

Nel seno del Comitato d’organizzazione di “Giovani e Giubileo” promosso dal servizio pastorale diocesano, con il quale siamo stati invitati a lavorare, formato dai rappresentanti dei giovani delle diverse parrocchie della città e dagli educatori, abbiamo offerto dei momenti di approfondimento del senso del Giubileo. Abbiamo accolto tale Comitato anche al nostro Centro e abbiamo condiviso dei momenti di preghiera e di riflessione, affinché le attività non abbiano il sopravvento sulla conversione personale, vero fine del Giubileo.

Antonietta Cipollini

(Continua)

 

 

     
   

Durante il tempo di Quaresima e di Pasqua, ho partecipato all’organizzazione di diverse attività, in particolare tavole rotonde, serate culturali, il pellegrinaggio, nell’ambito del Giubileo dei giovani, organizzato dal servizio pastorale diocesano. Abbiamo imparato a vivere questo anno giubilare in quanto giovani, con un'attenzione ai più poveri e visitando i malati. Soprattutto, ho ben compreso che la speranza in Dio non delude mai.

Christine, studentessa universitaria

 

 

 

11/07/2025