Visitando le famiglie dei quartieri più poveri della nostra parrocchia di Ypacaraí, capita spesso che, quando il discorso cade sui figli, si venga a sapere che non sono stati ancora battezzati. Ormai non meraviglia più la spiegazione che viene data quasi invariabilmente: “Non riusciamo a trovare i padrini”.

 

Verso il 50º anniversario della mia ordinazione sacerdotale

 

Suor Shereen Abbassi è una giovane religiosa appartenente alle Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria, dette d’Egitto, una congregazione fondata nel 1868 al Cairo dalla Beata Madre Caterina Troiani e oggi presente in quattro continenti.

 

“Anche oggi stiamo vivendo una sorta di genocidio”

Le letture della storia a confronto e lo sguardo di Papa Francesco sui cristiani perseguitati

 

Il 6 novembre scorso, il Santo Padre ha accettato la rinunzia di Mons. Pastor Cuquejo al governo pastorale dell’Arcidiocesi della Santissima Asunción (Paraguay).

 

Che facemmo noi allora? Noi non restammo seduti, non ci suicidammo come Tenco, non rinunziammo alla luna o all’immortalità, non fuggimmo nei sogni d’un mondo diverso, ma cominciammo a costruire qui il mondo nuovo, qualcosa forse pazzo, ma di questo mondo.

 

Di fronte a certi miti io ero piuttosto scettico. Orwell, Koestler, Sartre ed il nostro Silone mi avevano ampiamente vaccinato. Ma il tarlo del manicheismo alberga sempre nel nostro cuore e non solo nel nostro cervello.